La “nuova” sfida è comunicare.

… e sopratutto sapere cosa comunicare e come.

(Premessa: scrivono che sono un esperto in marketing su INEWS9 di L’immobiliare.com ma non è vero, esagerano moltissimo).

Ciao a tutti,

a INEWS mi chiedono di ri-scrivere un pensiero per Voi e eccomi qua, di nuovo, a condividere una riflessione.

Abbiamo parlato di cosa facciamo e di qual’è davvero il nostro valore aggiunto, lo scopo, il bisogno reale al quale rispondiamo davvero, quando lo facciamo intendo.
Quando lo scopriremo e saremo tutti d’accordo sulla questione, però non basterà: dovremo anche C O M U N I C A R L O.

Le persone che entrano nelle nostre agenzie, anzi, le persone che cominciano a maturare l’idea di prendere un immobile, sia in affitto che in proprietà, dovrebbero avere un pensiero:

“Meglio andare in agenzia”.

Attenzione, non pretendiamo che i nostri clienti arrivino a dire “in agenzia si risparmia”, perchè “il nostro è valore aggiunto alla compravendita e non un costo” eccetera etcetera, accontentiamoci magari di un più realisticamente raggiungibile:

“Meglio andare in agenzia”.

Come facciamo a raggiungere il traguardo ambito?

Abbiamo già detto che dobbiamo innanzitutto far sì che il sistema formato dalle agenzie diventi sinergico e quindi IMBATTIBILE, perchè quando un agente elabora le richieste dei clienti e fa il lavoro di ricerca e incrocio basandosi sulla propria sensibilità e capacità di capire anche le cose non dette, invece di usare gli “incroci” proposti dai software (utili ma sopravvalutati, specie da chi quei software li vende), quando mettiamo in moto quell’istinto che ci fa concludere affari che sarebbero impensabili per i clienti, quando attiviamo quella capacità di gestire tensioni e rapporti che si incrinano per prese di posizione sciocche, quando sappiamo ricucire e rendere possibile affari che sembravano finiti mettiamo in atto un qualcosa che è proprio delle PERSONE: non esiste macchina, software o algoritmo che sia (oggi) in grado di farlo.
Non siamo ancora molto consapevoli di quello che siamo, temo, con la nostra voglia di rivendicare al mercato e ai clienti una identità che consideriamo ingiustamente negata, però possiamo cominciare a comunicare quello che pensiamo di essere oggi, evitando possibilmente di esser odiosamente autoreferenziali e passeggiando virtualmente insieme ai clienti in una piazza virtuale, iniziare un rapporto di confronto e di spiegazione di cosa siamo, di cosa non siamo e di cosa vorremmo diventare, per una volta NOI con la “penna” in mano, e non facendoci raccontare da altri che, spesso, dicono enormi castronerie il più delle volte non proprio positive nei nostri confronti.

Ci sono rischi?

Certo che sì, comunicare è una lama a doppio taglio, se lo fai male fai danni, solo che oggi non è più possibile rimandare visto che altri comunicano al posto nostro, spesso a nostro sfavore, cavalcando luoghi comuni.

Dobbiamo però imparare a farlo in modi nuovi, con meno auto celebrazione possibile e con una prospettiva che per ora vedo che usiamo poche volte, purtroppo.

E dobbiamo averne i mezzi.

Noi ci guadagnamo da vivere comunicando con le persone, facendo i conti con convinzioni ed aspettative spesso fuori dalla realtà, gestendo le relazioni tra le persone e riuscendo fargli concludere affari e non siamo capaci di fare una auto promozione che abbia senso e che vada oltre “non pagate l’abusivo”?

Io non ci voglio credere.

Voi?

Grazie a tutti per la pazienza.

Ci vediamo la prossima vita.

Persone

Persone.

A Ideare 2017 abbiamo iniziato un percorso importante, grazie ad Alessandro e Sara, abbiamo cominciato ad usare le possibilità che oggi sono alla base di ogni business che funziona: i dati e l’analisi delle esigenze e della percezione dei clienti sul servizio erogato.

Abbiamo quindi fatto un sondaggio su un campione di 800mila persone, e abbiamo ricavato 20.513 risposte (non è poco per un sondaggio con quasi 50 domande per chi ha effettuato alcune scelte tipo “vado in agenzia”).

E da oggi possiamo ripetere esperienze simili, spero migliorando sempre di più l’efficacia del nostro modo di usare i dati che Immobiliare.it ci fa usare  e il modo in cui ci può supportare nel lavoro quotidiano.

Pensate, da oggi potremo misurare aspettative, convinzioni, sentiment… fino ad oggi tutto veniva dato per scontato senza ascoltare chi ha davvero importanza: le persone, siano esse clienti o colleghi, le PERSONE.

Se domandassero a me cosa fa un Agente Immobiliare, io risponderei senza molta titubanza “gestisce relazioni tra persone per far si che concludano positivamente affari”: persone.

A chi pare poca cosa, posso dire che tutto il resto lo potranno fare quasi certamente le macchine o dei sistemi informatici, in futuro, e il futuro digitale valorizzerà le persone che gestiranno le relazioni che derivano da quei servizi.

Visure e controlli -> servizi informatici inserendo un codice fiscale o un indirizzo.

Contratti e moduli e burocrazia -> Servizi informatici.

Consulenza di base? -> Servizi informatici.

Gestire le relazioni tra persone per concludere affari?->Servizi inform….. ma col RAZZO che funzionano!

Voglio vedere un SIRI del REAL ESTATE avere a che fare con le tensioni che si possono creare nelle trattative, gestire tutto l’iter tra tecnici, banche e uffici comunali o tribunali che on rispondono o magari indovinare quel NON DETTO che il cliente comunica in maniera occulta, quella cosa che si palesa a chi non la conosce solo quando quando chiede una cosa ma poi, dopo, ne compra tutta un’altra, da un altra parte, ad un altro prezzo…

Persone.

Sul sondaggio in esame, proporrò le mie letture nei prossimi giorni.

Divertitevi a fare altrettanto, lo trovate qua

Abbiamo il BIG DATA.

Ok gente, è tempo, abbiamo il big data a disposizione.

L’esperimento effettuato con Ideare 2017, dove due di noi (Alessandro Casabianca e Sara Panetti) hanno messo su il primo sondaggio serio della nostra storia svolto su un campione di oltre 20mila persone non è stato che l’inizio di un cambio di paradigma del modo di rapportarsi ai fornitori di servizi, nel caso specifico si parla di immobiliare.it che ha messo e metterà a disposizione i propri mezzi.

Curiosi sul sondaggio?

Se non lo avete ancora trovato nei numerosi post che abbiamo fatto in giro dopo Ideare 2017 potete scaricarlo qua, in un futuro prossimo vi esporrò le mie conclusioni alle quali sono giunto analizzandolo, voi tirate fuori pure le vostre, basta citare IdeaRE come fonte e potete farne quello che volete (tranne vendervelo).

Personalmente ho aspettato per quasi 15 anni questa roba, intendo la possibilità di usare il big-data in modo serio, ho cercato di realizzare questo, ma non ero l’uomo giusto, lo hanno fatto altri e questo mi basta.

Ora, per iniziare, posso dirvi che è solo l’inizio, ve lo prometto (se sopravvivo).

Cosa intendo dire?

Intendo dire che da ora in poi questo tipo di analisi di mercato sono a disposizione di tutti noi, a tutti i livelli disponibili e che io ne sono il “coordinatore” pro-tempore (fin quando non ne troviamo uno migliore).

Quindi, volete fare un sondaggio specifico su un campione in un preciso territorio o target?

Vuoi sentire cosa pensano i colleghi su un certo argomento?

Eccomi qua: immobiliare.it è disponibile a valutare quello che gli proporremo, quindi proponete pure i vostri sondaggi, vi prometto che nei limiti del mio possibile li vedremo realizzati.

E quando non sarà possibile vi diremo perché.

Ed è solo l’inizio di tante cose che secondo me dovevano cominciare ad accadere 20 anni fa.

Una occasione da non sprecare.

Sei un collega curioso, un CEO di un franchisor, un folle che ha messo su una micro-rete, un Presidente di una Associazione?

Non dormire più!

Usa questo modulo per scrivere il progetto di indagine che hai in mente e cercheremo di realizzarlo.

R.P.

 

Non ti curar di me…

Prima riflessione:

Posso fare in modo/è mai accaduto che le banche non investano nel settore intermediazione e che lo stato intervenga per bloccarne l’attività nel campo a favore della categoria degli agenti immobiliari?

Quante sono le probabilità di riuscita di una lotta di categoria che abbia quell’obiettivo analizzando anche la direzione verso la quale si va in ogni settore, cioè della apertura, anche se non selvaggia, di settori “chiusi”?

Quanto è il peso politico della categoria e a quali partiti vi rivolgereste oggi per avere appoggio alle iniziative di lobby?

Come fareste per ottenerlo?

Il tutto al netto di eventuali situazioni di squilibrio verso il cliente che vanno invece si, eccome, denunciate e vigilate ma non in ottica di protezionismo bieco e inutile, nel quale non avremo appoggio alcuno, a parere mio.

Finale:

Come mai mettiamo tante energie in battaglie che probabilmente non vinceremo mai, e non ne mettiamo alcuna nel lavorare su noi stessi, capendo chi siamo veramente, rendendolo percepibile, forte ed efficiente per far dire ai clienti “meglio in agenzia”?

Quanto è meglio, quindi, cercare di fare cose quasi impossibili a giudicare dai fatti,  probabilmente nemmeno foriere di veri vantaggi se venissero ami ottenute in quanto rimarrebbero poi intonsi tutti i problemi “interni”, di cercare di fare qualcosa di difficile, certo, ma pratico, alla nostra portata e con molte probabilità di buoni risultati?

Capisco i “politici”, ma quelli che aprono la serranda la mattina… ci hanno riflettuto?


Seconda riflessione:

Premessa.

Immaginate che “finalmente” il mondo della intermediazione sia formato e occupato solo da agenti professionisti, con un loro percorso di laurea e con un etica condivisa, chiaramente tutti orticellisti o quasi, esclusivisti convinti, ci mancherebbe, se no che professionisti sarebbero…

tutto quanto sopra è parte integrante della presente, computiamo:

Uno di questi PROFESSIONISTI mette un annuncio per la locazione di un ufficio di 2000 mq in una metropoli di proprietà di un ente assicurativo, lo affitta e prende, diciamo,

100.000,00 euro di provvigione in totale,

il contratto, compresi accordi e condizioni e garanzie è stato redatto dai commercialisti e dagli avvocati della aziende coinvolte, il suo apporto è stato quello di mettere in contatto, creare l’occasione dell’affare.

L’agente professionista ha però fatto i controlli ci mancherebbe, è per quello che riscuote i denari, lo sottolinea sempre nella sua comunicazione:
io valgo perchè…
– sono professionista e sono preparatissimo.
– ho un titolo.
– faccio visure e antiriciclaggio.
– ti faccio fattura.
– un abusivo non ha diritto a riscuotere i 100mila che invece io ho pieno diritto di pretendere nel caso.

Tutto a posto?

Chi non capisce dove voglio arrivare o cosa dico, sappia che capita sempre anche a me quindi ignori i miei deliri e passi tranquillamente oltre, senza curarsene…

…fatti non foste a viver come orsi.

Mediatore estinto e mandatario occulto.

Per anni o lottato contro molti mulini, senza nemmeno cavalcare ronzini ne ante ne post, ma quello che ricordo con più affetto dal mio ospizio ed eremo è la mia battaglia (solitaria come sempre, noi folli siam soli per fortuna del mondo) del Mediatore tipico contro il miscuglio tra tipica e atipica, che ha generato mentalità e conseguenze distorte e distorsive dei rapporti con i clienti, col mercato, con il diritto e con l’universo intero.

Per anni infatti ho cercato di capire come si potesse avere una interpretazione del lavoro del mediatore che hanno molti colleghi da Atipica, e sostenere di lavorare anche per l’acquirente.

Mediatore? Ora tutti vogliono esser consulenti!

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Conviene davvero comprare senza buccia?

Come dicevo tempo fa, io ritengo che i servizi che rispondono ad esigenze precise della gente siano tutti utili.

internet ha aiutato molto i processi di creazione di servizi che appunto rispondono a esigenze specifiche.

Come scrivevo però nell’articolo linkato all’inizio, quando il valore del servizio che si da è solo quello “non pagare la provvigione”, ecco che tutto decade, perchè in realtà tale elisione di costi, corrisponde a una fortissima elisione di servizi e prestazioni.

E come dicevo sempre nell’articolo di cui sopra, che come vedo è ancora attuale, non puoi dire “noi valiamo perchè ti facciamo non pagare la provvigione” perchè non fai pagare la provvigione semplicemente perchè:

1) non ne hai diritto.

2) non fai la stessa cosa che fa un agente.

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Non vi si può lasciare soli un minuto che…

Mamma mia… basta distarsi un attimo e rimettete su recinti a tutto spiano!
Ecco che rallentano le sinergie tra piattaforme…
Ecco che anche dentro qualche associazione qualcuno tenta di recintare …

Da immaginidivertenti.com

Da immaginidivertenti.org

Ok.
Allora, ricapitoliamo ragazzi.
I recinti non servono che ai recintatori, non servono ai vostri clienti (noi). 🙂
Se il recinto è uno solo, ok, potrebbe funzionare… ma se sono molteplici… non va bene.
Lo so che è difficile, che siete concorrenti, che in fondo chi ve lo fa fare ecc.
Che qualcuno ha tradito, che c’è chi fa il furbetto e gioca “sporco” o comunque fa il fenomeno.
Lo so che costa fatica, che è più facile tornare a farvi i fatti vostri, che se riparte il mercato gli agenti…

(Poi strano che oggi tutti tendono a semplificare tutto, hanno idee chiare sul futuro… e io invece non ho mai avuto incertezze e confusione in testa come oggi. 🙂 )

Va beh. Torniamo sul focus.

Lo so che in fondo la domanda di collaborazione è bassa e che necessita di spinta e impegno promozionale-motivazionale-culturale-mentalista.

Rinsaldate le fila e continuate il lavoro di standardizzazione dei linguaggi.

Lo so che vi siete dati dei parametri tecnici di accesso alti, ma fossi in voi coinvolgerei i ragazzi figli del guru delle micro-reti (dicono loro che ci sia) perchè almeno loro hanno voglia e capacità di rompersi a creare reti e fanno quello di lavoro, pure bene, sembra.

E ai miei colleghi ricordo di stare svegli e non accettare recinti che non permettano exit strategy sostenibili.

Poi non dite che non vi ho avvertito.

Chi ci si riconosce faccia le sue considerazioni.

Coming out: servo a qualcuno. Vado.

E ora basta con l’ipocrisia, non fa per me.
Mi rendo conto che è presuntuoso parlare di se, ma nel proprio blog o nelle proprie bacheche… si parla di noi stessi no? Se leggi… hai fatto tu la scelta. 😀

Comunque, è ora di uscire dall’ombra.

Era oramai palese a tutti.

Sono andato a casa.it a parlare con Raffaele Racioppi e Francesco Pellegrino e Daniele Mancini del progetto mls aggregator.

Pellegrino, Racioppi e Ponziani a casa.it

Anche quello a destra è umano.

Parlo del progetto mls aggregator da sempre con una sorta di benevolenza palese, individuandolo come la possibile forza aggregante capace di mettere insieme i vari interessi ora molto variegati e spesso contrastanti.
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Ho detto e scritto che tale progetto secondo me era rischioso solo per casa.it che in pratica si accollava tutto lo sforzo senza la certezza che il risultato gli restasse in mano, e lo penso tuttora, specie in relazione alla creazione di uno standard operativo, o al coinvolgimento delle associazioni a livello locale, per costruire organi di controllo ecc.

Ho sempre parlato malissimo delle politiche commerciali aggressive dell’altro portale in relazione alla gestione dei flussi del loro gestionale.

Ho criticato molto più il portale concorrente a casa.it che casa.it, secondo molti (dicono così).

Vedi i miei post su immobilio ad esempio

Si noti poi quante volte ho nominato casa.it in questo articolo… e ciò fa già capire dove vado a parare…. ma andiamo avanti.

Scrivo nel gruppo di Racioppi e ne difendo l’iniziativa, che è sicuramente creata anche per scopi di visibilità, ma cosa c’entra: questa idea che il marketing sia una cosa “sporca” ce l’abbiamo solo in italia e che siano dei commercianti a portarla avanti… è ridicolo…. il gruppo facebook che hanno creato Racioppi e gli altri (che sono colleghi o formatori o altri professionisti) ha il merito di aggregare idee, ed è molto più libero di certi gruppi (chiusi anch’essi) di associazioni, dove il pastore detta la linea e qualche cane da guardia fanno sentire subito indesiderati i dissidenti, arrivando a invitarli ad uscire anche dalla associazione, senza nessuna esitazione.
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In suais (il gruppo facebook degli agenti immobiliari di cui parlo) certi membri vorrebbero escludere addirittura i fondatori del gruppo, o nei post viene criticato apertamente i progetti di Raffaele Racioppi e lui non li censura per nulla … 🙂

Quindi viva SUAIS, viva IMMOBILIO.it e viva BlogAgenzieImmobiliari del quale ringrazio Massimo Boraso, in fondo molto della mia conoscenza di noi come categoria, è partita proprio gestendo un social che ai tempi faceva 200mila accessi al mese.

Come ho già detto qua, ho voglia di vedere cosa posso dare alla categoria da un fronte differente, senza vendere nulla che io sono un personaggio anti-commerciale che più anti-commerciale non si può (se no ero ricco, avevo ancora la moglie e pure l’amante).

E quindi, dopo tutto, come avrete capito, sto valutando di collaborare con il portale, nel senso che mi hanno chiesto consulenza su alcune cose tecniche e di sviluppo nel campo IT legato alla professione, perchè ritengono che possa essere utile loro a qualcosa.

Collaborerò con il portale che sfrutterà le mie “conoscenze” per individuare processi di ottimizzazione della produttività degli agenti, da un punto di vista che sta in mezzo tra la pratica on the road e il professionista IT.

In pratica un consulente esterno.

Forse riuscirò a migliorare alcuni aspetti e anche il lavoro di molti di noi, come ho sempre sognato di farlo, prima, riuscendo anche a vedere realizzato qualcosina.

O forse no.

Ah.

Non è casa.it, è l’altro.
Sì, quello con il quale non sono d’accordo moltissime volte.

Mi spiace di avervi deluso, lo so che mi avevate già pensato “arruolato”, molti non concepiscono la libertà di pensiero incosciente ponzianica, se uno parla bene di una cosa significa che ha degli interessi “dietro”, se ne parla male ha interessi con il concorrente… lo so, molti hanno la testa fatta così… li capisco… hanno ragione loro, badate bene… ma a me non riesce… e vedere che nonostante sia sempre critico, quelli che critico mi abbiano detto “ok parliamone”, mi piace troppo, io lavoro bene quando lo scopo è chiaro e quando fare squadra è più importante del fare “gregge”.

Lo so, eravate convinti che fosse casa.it, che vi avrei venduto qualcosa, ma mi piace sempre smentire, sono un dissidente nato.

… è che non sono capace di vendere, e non mi compri con il denaro purtroppo per me.

E pensate, che potrei lavorare anche per casa.it se me lo chiedesse e mi piacesse il progetto, e potrei tranquillamente camminare a testa alta tra coloro che si azzardassero a dirmi qualcosa 😉

Ma per adesso, devo deludervi, collaborerò con immobiliare.it su più progetti interessanti, sempre che mi sopportino più di un mese.
Su forza! Potrete dire che sono venduto a casa.it come finto pensatore libero un altra volta, ve lo prometto.

Datemi tempo e vi accontento anche in questo.

Però spiazzarvi sempre, che soddisfazione 😀

😉

Sono un po’ stanchino, mi metto a lavorare.

Questo post è a chiusura di un ciclo, è assolutamente personale, non contiene informazioni interessanti, solo una sorta di partenza, un giro di chiave che non chiude una porta, ma accende un motore, apre un portone… non leggerlo ti eviterà perdite di tempo, poi fai te…

Sono invecchiato, pure male.
Dimostro 30 anni più della mia età da quando avevo 30 anni.
A livello neurologico poi è un disastro, oramai ripeto le stesse cose da oltre due lustri, e sono praticamente incapace di pensare ad altro o rinnovare il pensiero, sono oramai lungo la via del declino, non servo più: avanti gli altri.
D’altronde “no fiaip, no party” direbbe qualche filosofo prestato al mondo immobiliare.
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Visitando Immobiliare.it ho scoperto chi siamo.

Premessa: perché mi hanno invitato a visitare immobiliare.it?

Vitriolum: visita immobiliare.it tu roberto in ‘ove luccica un mistero.

Perché ho chiesto a uno dei marketers che collabora con loro una lista di parole chiavi per far aprire gli occhi a chi ancora oggi pensa di poter competere a livello nazionale facendo ad-words, e da li è nata una conversazione su temi tecnici e su alcune mie posizioni nei confronti delle loro politiche.

Da tutto questo nasce l’invito “vieni a vedere su”.

Sono andato quindi il 7 dicembre, a Milano fanno festa ufficiale (da noi si fa il ponte, siamo più ipocriti 😀 ) e gli uffici erano vuoti.
Non c’era il portiere e sono finito nell’ingresso secondario, quindi non sono riuscito nemmeno ad entrare dalla porta giusta e ho dovuto telefonare per farmi aprire.

Mi sono venuti ad aprire in due Silvio P. e Carlo G., che erano li al lavoro da soli.
Il modello di azienda è quello “one-space-one-office”, in pratica la scrivania dei “boss” (o probabilmente la scrivania di quella stanza dei boss) è mischiata a quella dei commerciali, anche se più defilata, nemmeno divisa da pareti di plexiglass o altro… mi dice Carlo G. che li ci sono in media 70db, di norma.

I visi sono puliti, se ci cerchi malizia non ce la trovi facilmente, io che sono un po’ convinto che tutti siamo chiaro-scuri e che sono un “toscanaccio” nel senso della ricerca della spontaneità ho faticato all’inizio a relazionarmi, per i primi 30-40 secondi, poi la mia indole ha preso il sopravvento e sono tornato il solito me stesso, esageratamente convinto di se e pieno di curiosità, aprendo tutti i recettori.

Mi hanno raccontato la storia del portale, del loro mercato, dei loro investimenti e progetti, rapporto con Getrix compreso (lo sanno che io ho sempre molto mal visto l’operazione che hanno fatto con Getrix e i gestionali).

Mi raccontano la loro campana (la nostra la sento tutti i giorni) e pur rimanendo convinto che siano stati errori, dettati dalla loro posizione dominante, ho elementi per capire anche come l’hanno vissuta loro, la fase i transizione tra quando chiedevano loro i dati (mi hanno detto che qualcuno glieli ha fatti pure pagare) e quando tutti volevano darglieli per forza (e li per fare filtro hanno scelto di farseli pagare).

Ho compreso il punto di vista, ma continuo a ritenerla una cosa che andava affrontata diversamente,  avrebbero dovuto evitare, ma col senno di poi siamo tutti bravi, e con i soldi degli altri ancor di più… quindi mi tengo le mie idee e accetto le loro, in quanto assolutamente legittime entrambe, se pur orientate verso scopi differenti.

Spero che raccolgano il mio invito a cambiare approccio e direzione, dalla comunicazione ai rapporti con i fornitori che possono influenzare l’utenza (noi agenti) negativamente, oltre a dare una drizzatina ai call center (che mi hanno detto erano esterni e che hanno già rimediato in gran parte)… chiaramente era un po’ come se andassi a spiegare come trattare i telespettatori a PierSilvio Berlusconi, è ridicolo, lo so, ma a me riesce quasi sempre esser ridicolo in modo naturale… quindi lo faccio.

Ma la cosa più interessante l’ho scoperta racchiusa in un discorso, mentre si parlava di comunicazione, ed è una analisi fatta in collaborazione con gruppi e con l’ausilio di sondaggi fatti nel pubblico delle 10 città capoluogo più importanti (60% del mercato, mi dicono) , dove uscivano quadri preoccupanti non tanto nella percezione della clientela (anche se nelle metropoli pare che solo il 9% abbia risposto che se potesse scegliere andrebbe in una agenzia, su 15mila circa di campione) ma nel modo di intendere il lavoro e il quadro preoccupante che ne è uscito.

Per stessa ammissione degli agenti che partecipavano alla analisi, ammissione non cosciente, ma spontanea, il 71% dei contratti conclusi arrivava praticamente diretto da web (il 50%+ circa da immobiliare.it secondo queste stime il restante 20%- da altri siti web), e solo il 29% da altre fonti e inoltre non c’era gestione del portfolio.

In pratica, il campione medio di agenzia non ha contatti da ufficio, non lavorano seguendo il cliente dopo averlo profilato, non fanno follow up… gestiscono pochi immobili quindi, arriva la richiesta, se c’è corrispondenza si fa vedere magari anche un altro immobile o due di quelli che si ha e poi ciao, avanti un altro….  tutto il contrario di quello che conosco nelle nostre realtà.

in pratica fanno da front-desk  immobiliare.it, e su quello Giordano mi ha sottolineato “è questo che intendo io, sono preoccupato perché non è un segnale sano, e questi sono i miei clienti…”.

Dopo aver convenuto che bene o male qualcuno farà il nostro mestiere, se non capiamo come evolverci lo farà qualcun altro, perché il mestiere ha un senso, fortunatamente, e reggerà (e quindi lui avrà i nuovi agenti come clienti), abbiamo parlato dei tentativi fatti nel dare valore alla figura dell’agente, del perché non sono mai stati messi in atto e del perché a volte hanno fallito.

Ma la cosa è stata illuminante per me, abituato in provincia dove i rapporti con le agenzie sono “naturali”, dove le persone vengono in agenzia volentieri e dove siamo abituati alla gestione del portfolio…

sopratutto nelle reti in collaborazione non ci fermiamo agli incarichi che abbiamo come singoli agenti, ma lavoriamo insieme sugli incarichi condivisi, potendo quindi dare seguito a un “incarico di ricerca”, perfino dove il mercato è assolutamente libero (cioè a bassa percentuale di esclusive) è naturale chiamarsi per lavorare su una richiesta

Ho capito dunque perché moltissimi agenti si arrabbiano per i canoni e non ne possono fare a meno dei portali, se lavorano come venuto fuori dallo studio, in pratica senza immobiliare.it o casa.it o idealista.it etc. (per equità li cito), sono morti.

E questo è veramente un problema, per noi, per come ci facciamo percepire, ed anche per Carlo Giordano e Soci, che vedono una debolezza nella clientela di riferimento.

Ci sarebbero mille altre cose da raccontare, ma le tengo per me 🙂 però sappiate che dopo questo incontro, ne so ancora di più di tanti retroscena e cose accadute nel secolo. 🙂

See you next life.