Questo articolo è stato pubblicato 1 anno 11 mesi 1 giorno fa quindi alcuni contenuti o informazioni presenti in esso potrebbero non essere più validi così come le opinioni scritte al suo interno (cambio idea spesso, dicono sia per intelligenza ma penso dipenda dal fatto che sono dimolto di fuori di testa). Questo sito non è responsabile per eventuali errori causati da questo problema. Nella provincia, sta avvenendo che CNA, per operazione di puro marketing, stia creando una nuova (ennesima) “struttura” di aggregazione e “certificazione etica” dedicata alle agenzie immobiliari, con aggiunta e promessa di servizi vari e rivista di annunci collegata, grazie a Panorama Casa, operatore apprezzato (io apprezzo Leonardo Gelli più della rivista) in passato come partner per la pubblicazione dei nostri annunci.
Nata per i mestieranti del settore casa, dall’idraulico all’installatore di pannelli solari, dal pavimentatore al mobiliere, oggi si propone per gli agenti immobiliari: ECCELLENZA CASA.
Premesso che per me la presenza di scelta sia una cosa da difendere, ritengo che si deve porre la necessaria attenzione su chi veramente ha bisogno di cosa.
A noi Ai , può forse servire Panoramacasa come ulteriore offerta alla quale rivolgerci, anche per non lasciare solo Il Micco e La mia Casa come operatori unici ed impedire quindi la possibilità di monopolio, che per ora non c’è, visto la presenza di Attico.
Ma a cosa ci serve il doverci associare a CNA per poter uscire su Panorama casa?
59 euro all’anno, un costo irrisorio certo, come i 50 (sono 50?) euro di Borsa Toscana, che anch’essa si propone come “certificatore” dell’etica e della correttezza degli operatori iscritti, o i 50 euro (una tantum) dell’iscrizione al consorzio CAIPP.
Leonardo, al quale voglio bene e che mi ha aiutato in passato in moltissime occasioni, ha provato a convincermi che l’operazione non sia “politica” o “consortile” o “associativa” (una connotazione certa, son sicuro non l’ha ancora in mente nemmeno chi la propone).
Io non lo credo, lo sarebbe se il giornale non fosse legato a una iscrizione, cosa che avviene per esempio anche nel CAIPP, dove un intento “politico” e di aggregazione, anche se solo “utilitaristica”, c’è.
Ma lasciamo stare il giornale di annunci, del quale credo mi servirò se dovesse risultare un media utile per gli affari.
A me l’operazione non piace affatto, non perchè non sia lecita, ma perchè si basa sulla frammentazione (miope) delle diverse vedute e opinioni degli AI come una qualsiasi operazione commerciale: fare quadrato è importante in una fase che vede il governo cancellare il ruolo, nonostante i pareri contrari delle commissioni e dei relatori di maggioranza e opposizione, a 10 giorni dalle elezioni; questa iniziativa, temo, tenda a creare l’ennesimo luogo di riunione di interessi, di accentramento di pochi per il vantaggio di alcuni tra i pochi, con il risultato di frammentare e quindi indebolire le azioni di categoria, già troppo scarse nel numero e deboli nella forza.
Inoltre, c’è già il CAIPP.
Mi si dice che il CAIPP non soddisfa, bene, si lavori per farlo diventare soddisfacente, creare strutture alternative a un consorzio di Agenzie immobiliari, senza che la spinta venga dalle agenzie stesse (non da due o tre, da MOLTE di esse) a mio parere non è una operazione che conviene agli AI e farmi credere che questo sia un vantaggio per la categoria la trovo una impresa difficile.
Non capire quanto occorra fare quadrato e concentrare gli sforzi oggi, significa meritarsi che qualcuno approfitti delle divisioni di vedute per vantaggio personale, sia esso economico, di mercato o di prestigio. La differenza di vedute è ricchezza da mantenere se unita alla maturità del capire di far parte di un globale e non poter starsene in casa aspettando che altri decidano per noi o peggio, agire sul facile malcontento (spesso tutto italico) non per proporre e cambiare ciò che è nato dalla volontà comune (leggi CAIPP) ma per proporre strutture per vantaggio prima personale che di categoria lo trovo molto da “furbi” ma di furbi in questo momento non ne abbiamo bisogno, io ne farei volentieri a meno, grazie.
Per la rappresentatività, ci sono già le associazioni di categoria, mai come oggi sono potenzialmente utili, quindi dovremmo partecipare attivamente tutti, scegliendone una delle già molte, per poter attivarci in prima persona e portare il nostro contributo, senza nascondersi nell’alibi del “tanto fanno come gli pare”, buono forse ( ma anche no..
) per la dimensione politica nazionale, non certo per quella associativa, dove i numeri sono molto minori e lo spazio, proponendosi, si trova.
Dire “non hanno fatto niente, quindi me la faccio da me” è stupido come il matto che salta 99 cancelli su 100 per scapapre dal manicomio e poi stanco, decide di tornare indietro.
Invece siamo alla mercè di chi, d’un tratto, si sveglia e si propone come “certificatore”, ennesimo bollino blu, da apporre sulla vetrina insieme agli altri mille, come i premi di qualità che si pagano e si possono appendere, vuoti nel significato e fini solo a operazioni COMMERCIALI, lecite quanto inutili, per noi.
Non posso credere che serva CNA per farmi diventare ETICO, come non serve FIAIP o FIMAA o ANAMA, ma non si possono certo confrontare sigle sindacali con Borsa TOSCANA, CAIPP, o quello che CNA propone, mi pare anche stupido porre la questione.
Quindi il problema, Ponziani, qual’è secondo te? Cosa vuoi dire?
Voglio dire che sono stufo di esser considerato carne da macello, dove il primo venuto si sveglia (dov’era fino ad ora?) e dice “io vi certifico, nel nome del padre…” ma chi cavolo sei tu per certificare ME?
Nemmeno FIAIP o FIMAA o ANAMA hanno la pretesa di certificare nessuno (semmai ne fanno il tentativo, lecito in quanto assocaizioni di categoria, appunto).
Critico inoltre il tentativo di “distruggere” il CAIPP (anzi, ciò che rappresenta) o di proporvi strutture alternative senza esser animati e legittimati da una azione comune di “massa” come quella che fu a suo tempo generatrice del CAIPP ( tentativo che c’è e c’è sempre stato da parte degli Ai che fanno parte della promozione di questa iniziativa nel CNA) perchè vi vedo poca lungimiranza nella difesa degli interessi della categoria (ma mi posso anche sbagliare, su questo): parto dal presupposto che gli interessi di pochi, amplificati da un ente e da una impresa che ne vede una occasione, siano una stortura da evitare, quando possibile, almeno se si parla di interessi comuni, s’intende, perchè invece è legittima se si parla di interessi particolari.
Mi si oppone che sia una iniziativa libera, dove chiunque possa aderire o meno: CERTO, ma intanto se vuoi usare il giornale del CNA ti devi iscrivere (quindi operazione di marketing, politico).
Mi si oppone che anche il CAIPP è così, rispondo anche se non mi tangerebbe perchè io non esco sulla rivista del CAIPP, che ci sono grandi differenze: “La mia Casa” è stata costruita e voluta dagli AGENTI IMMOBILIARI, che in 50 agenzie (e non due agenti immobiliari o 7) alla sua nascita hanno aderito e creato l’iniziativa DA SOLI per cercare di ri-equilibrare un mercato che effettivamente era selvaggio sulla pelle di noi Agenti immobiliari: io mi ricordo le scene e l’entusiasmo con il quale la gente ha versato i 50 euro (tra i quali anche i 7), stanca ed esasperata dalla guerra di testate, cosa che a me non mi ha mai conquistato più di tanto, ma ricordo chi ha detto che doveva essere a colori, bello da vedere ecc., io non condivido tali scelte e liberamente non ne usufruisco, per il semplice fatto che i miei parametri di valutazione del ROI sono molto rigidi.
A quei tempi il CAIPP è stato snobbato dalle riviste FORTI, perchè pretendeva una testata SUA, e questo non piaceva a chi invece aveva giustamente un proprio prodotto che tirava sul mercato.
Lo ricordo per memoria storica di chi paventa l’iniziativa CAIPP come una operazione di un editore, è esattamente il contrario, è l’operazione degli Agenti Immobiliari, l’unica che mi ricordi di aver visto nascere autonomamente, in 10 anni di “carriera”, cosa che invece in questo caso non è, perchè è CNA e Panorama casa che hanno in mano le chiavi della macchina, non gli AI.
Questa del CNA è una operazione commerciale, pura e semplice, non la paragonerei con quello che è stata l’azione del CAIPP, nata dalla azione comune di molti, se poi oggi tale azione non è più sufficiente, io credo che chi è associato al CAIPP e usa “la mia casa” dovrebbe far sentire la sua voce per far si che diventasse soddisfacente, non certo cercare di scalzare o delegittimare una conquista che non è La mia casa, ma l’iniziativa in se, l’accaduto, l’evento aggregativo; se il Caipp è rimasto solo la mia casa e qualche convenzione, lo si deve solo alla scarsità di partecipazione, a parere mio.
Quindi, se operazione commerciale è, lo rimanga, senza sconfinare in terreni che non gli competono, in CNA poco capiscono di Agenti Immobiliari, non credo che abbiano patner che possano esser qualificati a consulenti sulla categoria, a quanto mi risulti…
Non capire questo, da parte fdelgi AI, è condannarsi alla venuta dei nuovi profeti, ogni qual volta un interesse particolare sia appoggiato da interessi particolari più grandi, perdendo di NUOVO l’occasione per poterci amministrare da soli su qualcosa e avere voce in capitolo.
Sintetizzando, benissimo per il rientro di Panorama e di Leonardo sul mercato: Leo è il vero valore aggiunto di Panorama, lo si è visto nel momento nel quale lui ha sospeso la sua collaborazione con la testata che ha determinato la sparizione dal mercato provinciale della stessa, io avrei aderito a provare il giornale di Leo anche senza CNA, sempre che abbia ancora spazi interessanti da vendere, visto che mi ha lasciato indietro
, sempre che abbia costi che mi soddisfano e mi convincano.
Per il resto: di quanti certificatori ho bisogno, per dimostrare di essere onesto?
Chi certifica il certificatore?
La lotta all’abusivismo: ma non è la CCIAA che ha questo ONERE per LEGGE?
Chi è CNA? fino ad ora io non l’ho mai visto a fianco di qualche attività della categoria, mi sbaglio?
Come pensa di poter fare meglio di chi fino ad oggi non ha potuto far più di tanto perchè la legge stessa è carente?
Chi si presenta come panacea di tutti i mali, lo sa che è la Polizia Municipale preposta al controllo degli abusivi… e che può intervenire con sanzioni solo se vedeo INCASSARE una provvigione?
Idem per la GdF, se non vede evasione cosa va a controllare?
Mi si da la definizione precisa e opponibile di quando si sta svolgendo attività di mediazione abusiva: come la si riconosce?
Perchè definito questo si può parlare di lotta all’abusivismo seria, se no… o si parla di mera evasione fiscale o di illeciti amministrativi?
O magari, di mere segnalazioni di “nominativi” in attesa che qualcuno controlli e scriva “non si ravvisa attività di mediazione” sul verbale?
E come intende il CNA agire contro l’abusivismo se ad oggi NON si può sapere i limiti di cosa sia abusivo o no, visto che ancora non c’è un attuativo che specifichi nel art. 72 o 73 che sarà, chi e cosa e come può definirsi agente immobiliare? (lo sanno che è abolito il ruolo?)
Com’è che un a organizzazione che si rivolge alle imprese si proporne come alternativo per i commercianti, che se pur impresa anch’essi non hanno carenze di rappresentanza ne di enti o organizzazioni alle quali rivolgersi, ben più esperte nel campo specifico? E soprattutto agli AI, che hanno anche associazioni di categoria ben radicate e attive sul territorio?
Come mai si è scelto la strada della concorrenza invece di quella della sinergia?
Forse perchè in fondo, non è per l’interesse nostro (degli AI ) che l’operazione è messa in campo?
Potrei continuare, ma ho già speso troppe energie, di certo non mi si potrà opporre di non dire, pubblicamente, come la penso sulle cose
, inoltre, non essendo legato a nessuna delle due iniziative (se non per aver offerto la mia opera per il bene comune realizzando il sito e il blog, mai usato dai consorziati), francamente me ne infischio di come finirà, mi interessava solo sottolineare, ai miei colleghi, come io vedo la questione.
Inoltre, sono sempre stato uno che si lascia la libertà di cambiare idea, se ne vede il motivo.
Ribadisco però che per l’iniziativa del CNA, mi rimane la domanda: ce n’era bisogno e sopratutto “Cui prodest?”