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I nostri dati a casa.it? Che paura!

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In questi giorni, dopo l’annuncio ufficiale della partenza del progetto di aggregazione delle mls, denominato “mlsaggregator”, che logo-bigcome molti sanno già è iniziativa di REA group, proprietario del portale casa.it, molti mi domandano come mai io, che sono stato da sempre un paladino della difesa del controllo delle informazioni da parte della categoria, appaia così “rilassato”.

Effettivamente la questione è un po’ articolata e per definire il mio stato d’animo direi che “rilassato” non è il termine corretto, il termine corretto sarebbe “rassegnato soddisfatto”, spiegherò in fondo al post il perchè della autodefinizione, ora passiamo all’argomento del post.

Ci terrei a fare delle analisi insieme a voi, seguitemi nel discorso: secondo voi, cosa teme un agente immobiliare quando parla di “perdita di controllo dei dati”?

Quando parliamo di questo timore, io ho in mente cose precise, ma so per certo che le cose alle quali penso io, pochi miei colleghi le ritengono altrettanto importanti.

Ai miei colleghi interessano cose concrete, meno trascendentali, non perchè quello che temo io non sia reale, badate bene, ma perchè all’agente che sta “sul pezzo” interessano cose più “semplici” più “pratiche” e sono in sostanza solamente 2 (si solo due).

Quali sono?

1) Paura che i propri dati vengano dati a “qualcuno” che poi li usa per fregargli business: in pratica la paura che i dati raccolti con sudore finiscano in mano di concorrenti, e che tale perdita di dati si traduca in affari “fregati” da qualcuno.

Questa paura finisce spesso per creare sfiducia anche verso qualsiasi gestore terzo, chi ce l’ha non usa gestionali on line ma solo con istallazioni locali, ad esempio, o usa excel o la carta.

Irrazionale o meno, non importa, questa è una delle 2 paure che i colleghi hanno quando si parla di “dati”.

In realtà questa paura si fonda anche su altre basi, cioè la paura di perdere i dati, paura immotivata visto che i gestori di software hanno server ridondanti, e fanno backup continui, di norma, al contrario di chi tiene i dati su pc, che spesso fa i backup magari una volta al mese… se poi tieni tutto su piattaforma windows… brrr.

L’altra  paura è ancora meno complessa, prende la sua consistenza da esperienze passate con i portali ed è, semplicemente:

2) la paura dell’aumento incontrollato dei costi per l’utilizzo di servizi legati alle informazioni (mls-portali-gestionali…).

Si, avete capito bene: l’aumento dei canoni.

In pratica, delle possibilità del big-data all’agente medio non gli importa nulla, gli importano due cose:

– nessuno deve rubare il mio lavoro.

– nessuno deve potermi ricattare imponendomi canoni sempre più alti.

Tutto qua.

Fatta la dovuta analisi sulle paure dell’agente immobiliare, aggiungo le mia:

1) Perdita di libertà nella scelta delle piattaforme

2) Perdita di agevolazione di migrazione tra piattaforme

3) Perdita di autorevolezza nei confronti della opinione pubblica e del mercato di riferimento

4) Perdita di controllo del modo in cui le informazioni nostre vengono veicolate.

Bene ora arriviamo a me: perchè sono “rassegnato soddisfatto” anche se mlsaggregator è di casa.it?

Perchè so che:

1) lo standard di condivisione non è sotto il controllo di casa.it

2) Tutti i gestionali aderenti di fatto possono creare reti alternative con lo stesso standard (e si aggregano via WexRe).

Quindi nel caso in cui casa.it facesse voce grossa e uscisse dal seminato la categoria potrà, tramite le associazioni magari, creare una rete nazionale alternativa con pochissimi problemi tecnici.
Le microreti potranno lavorare lo stesso.

Paradossalmente, questi meccanismi di garanzia mancano proprio nelle scelte di chi oggi parla di paura di perdita del controllo dei dati pur avendo da sempre dato i propri dati a società private: chi ha fatto quella scelta di fatto non ha possibilità di migrazione mantenendo la rete, anche se compra/affitta la tecnologia, ma in caso di necessità può, ancora più paradossalmente, approfittare proprio del meccanismo che oggi indica come pericoloso, cioè quel meccanismo messo in piedi dall’accordo tra i gestionali e casa.it.

In pratica chi oggi urla “al lupo” ci si mette in bocca da solo con tutte le gambe, e rifà errori già commessi in passato, comprando magari il sorgente di gestionali che poi sono stati abbandonati dallo stesso sviluppatore e perfezionati in altro prodotto (vedi es. fiaip office->fasthome).

Quindi se ad esempio io oggi comprassi al tecnologia di una MLS commerciale, per mio uso, domani in caso di rottura dei rapporti o vetustà della tecnologia, se questa non aderisse ai protocolli di interscambio, mi troverò con difficoltà di migrazione dati, e quindi dovrò sottostare a quel monopolio che si crea con il rapporto cliente/fornitore unico.

La strada nuova è quella che scinde il più possibile il dato dalla piattaforma, ciò permette ai dati di vivere in una “nuvola” che virtualmente può spostarsi da piattaforma a piattaforma (sia in termini di interrogazione che di migrazione) con il minor disagio possibile per l’utente.

Le cose da fare urgentemente, semmai, sono cose come mettere su un tavolo di lavoro dove si arrivi a sottoscrivere accordi precisi per la tutela della categoria e questi accordi riguardano:

– come si condivide,

– come si gestiscono le controversie,

– quanto deve costare la MLSaggregator,

– obbligare i fornitori di servizi che usano i dati a dare l’autorevolezza sempre alla categoria quando si diffondono estrapolazioni dai dati stessi

e tante, tante altre cose…

Ah, in USA, i dati aggregati sono sotto il controllo di una società privata da sempre, ma da sempre la categoria (attraverso NAR) ha fatto in modo che tali dati siano usati in modi che non danneggino la categoria stessa, con un “Agreement”, che è una specie di contratto con le quali il fornitore di servizi di gestione dei dati si impegna a fare e non fare determinate cose. 😉

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