in Pubblicità e marketing

La “nuova” sfida è comunicare.

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… e sopratutto sapere cosa comunicare e come.

(Premessa: scrivono che sono un esperto in marketing su INEWS9 di L’immobiliare.com ma non è vero, esagerano moltissimo).

Ciao a tutti,

a INEWS mi chiedono di ri-scrivere un pensiero per Voi e eccomi qua, di nuovo, a condividere una riflessione.

Abbiamo parlato di cosa facciamo e di qual’è davvero il nostro valore aggiunto, lo scopo, il bisogno reale al quale rispondiamo davvero, quando lo facciamo intendo.
Quando lo scopriremo e saremo tutti d’accordo sulla questione, però non basterà: dovremo anche C O M U N I C A R L O.

Le persone che entrano nelle nostre agenzie, anzi, le persone che cominciano a maturare l’idea di prendere un immobile, sia in affitto che in proprietà, dovrebbero avere un pensiero:

“Meglio andare in agenzia”.

Attenzione, non pretendiamo che i nostri clienti arrivino a dire “in agenzia si risparmia”, perchè “il nostro è valore aggiunto alla compravendita e non un costo” eccetera etcetera, accontentiamoci magari di un più realisticamente raggiungibile:

“Meglio andare in agenzia”.

Come facciamo a raggiungere il traguardo ambito?

Abbiamo già detto che dobbiamo innanzitutto far sì che il sistema formato dalle agenzie diventi sinergico e quindi IMBATTIBILE, perchè quando un agente elabora le richieste dei clienti e fa il lavoro di ricerca e incrocio basandosi sulla propria sensibilità e capacità di capire anche le cose non dette, invece di usare gli “incroci” proposti dai software (utili ma sopravvalutati, specie da chi quei software li vende), quando mettiamo in moto quell’istinto che ci fa concludere affari che sarebbero impensabili per i clienti, quando attiviamo quella capacità di gestire tensioni e rapporti che si incrinano per prese di posizione sciocche, quando sappiamo ricucire e rendere possibile affari che sembravano finiti mettiamo in atto un qualcosa che è proprio delle PERSONE: non esiste macchina, software o algoritmo che sia (oggi) in grado di farlo.
Non siamo ancora molto consapevoli di quello che siamo, temo, con la nostra voglia di rivendicare al mercato e ai clienti una identità che consideriamo ingiustamente negata, però possiamo cominciare a comunicare quello che pensiamo di essere oggi, evitando possibilmente di esser odiosamente autoreferenziali e passeggiando virtualmente insieme ai clienti in una piazza virtuale, iniziare un rapporto di confronto e di spiegazione di cosa siamo, di cosa non siamo e di cosa vorremmo diventare, per una volta NOI con la “penna” in mano, e non facendoci raccontare da altri che, spesso, dicono enormi castronerie il più delle volte non proprio positive nei nostri confronti.

Ci sono rischi?

Certo che sì, comunicare è una lama a doppio taglio, se lo fai male fai danni, solo che oggi non è più possibile rimandare visto che altri comunicano al posto nostro, spesso a nostro sfavore, cavalcando luoghi comuni.

Dobbiamo però imparare a farlo in modi nuovi, con meno auto celebrazione possibile e con una prospettiva che per ora vedo che usiamo poche volte, purtroppo.

E dobbiamo averne i mezzi.

Noi ci guadagnamo da vivere comunicando con le persone, facendo i conti con convinzioni ed aspettative spesso fuori dalla realtà, gestendo le relazioni tra le persone e riuscendo fargli concludere affari e non siamo capaci di fare una auto promozione che abbia senso e che vada oltre “non pagate l’abusivo”?

Io non ci voglio credere.

Voi?

Grazie a tutti per la pazienza.

Ci vediamo la prossima vita.

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