Persone

Persone.

A Ideare 2017 abbiamo iniziato un percorso importante, grazie ad Alessandro e Sara, abbiamo cominciato ad usare le possibilità che oggi sono alla base di ogni business che funziona: i dati e l’analisi delle esigenze e della percezione dei clienti sul servizio erogato.

Abbiamo quindi fatto un sondaggio su un campione di 800mila persone, e abbiamo ricavato 20.513 risposte (non è poco per un sondaggio con quasi 50 domande per chi ha effettuato alcune scelte tipo “vado in agenzia”).

E da oggi possiamo ripetere esperienze simili, spero migliorando sempre di più l’efficacia del nostro modo di usare i dati che Immobiliare.it ci fa usare  e il modo in cui ci può supportare nel lavoro quotidiano.

Pensate, da oggi potremo misurare aspettative, convinzioni, sentiment… fino ad oggi tutto veniva dato per scontato senza ascoltare chi ha davvero importanza: le persone, siano esse clienti o colleghi, le PERSONE.

Se domandassero a me cosa fa un Agente Immobiliare, io risponderei senza molta titubanza “gestisce relazioni tra persone per far si che concludano positivamente affari”: persone.

A chi pare poca cosa, posso dire che tutto il resto lo potranno fare quasi certamente le macchine o dei sistemi informatici, in futuro, e il futuro digitale valorizzerà le persone che gestiranno le relazioni che derivano da quei servizi.

Visure e controlli -> servizi informatici inserendo un codice fiscale o un indirizzo.

Contratti e moduli e burocrazia -> Servizi informatici.

Consulenza di base? -> Servizi informatici.

Gestire le relazioni tra persone per concludere affari?->Servizi inform….. ma col RAZZO che funzionano!

Voglio vedere un SIRI del REAL ESTATE avere a che fare con le tensioni che si possono creare nelle trattative, gestire tutto l’iter tra tecnici, banche e uffici comunali o tribunali che on rispondono o magari indovinare quel NON DETTO che il cliente comunica in maniera occulta, quella cosa che si palesa a chi non la conosce solo quando quando chiede una cosa ma poi, dopo, ne compra tutta un’altra, da un altra parte, ad un altro prezzo…

Persone.

Sul sondaggio in esame, proporrò le mie letture nei prossimi giorni.

Divertitevi a fare altrettanto, lo trovate qua

Non ti curar di me…

Prima riflessione:

Posso fare in modo/è mai accaduto che le banche non investano nel settore intermediazione e che lo stato intervenga per bloccarne l’attività nel campo a favore della categoria degli agenti immobiliari?

Quante sono le probabilità di riuscita di una lotta di categoria che abbia quell’obiettivo analizzando anche la direzione verso la quale si va in ogni settore, cioè della apertura, anche se non selvaggia, di settori “chiusi”?

Quanto è il peso politico della categoria e a quali partiti vi rivolgereste oggi per avere appoggio alle iniziative di lobby?

Come fareste per ottenerlo?

Il tutto al netto di eventuali situazioni di squilibrio verso il cliente che vanno invece si, eccome, denunciate e vigilate ma non in ottica di protezionismo bieco e inutile, nel quale non avremo appoggio alcuno, a parere mio.

Finale:

Come mai mettiamo tante energie in battaglie che probabilmente non vinceremo mai, e non ne mettiamo alcuna nel lavorare su noi stessi, capendo chi siamo veramente, rendendolo percepibile, forte ed efficiente per far dire ai clienti “meglio in agenzia”?

Quanto è meglio, quindi, cercare di fare cose quasi impossibili a giudicare dai fatti,  probabilmente nemmeno foriere di veri vantaggi se venissero ami ottenute in quanto rimarrebbero poi intonsi tutti i problemi “interni”, di cercare di fare qualcosa di difficile, certo, ma pratico, alla nostra portata e con molte probabilità di buoni risultati?

Capisco i “politici”, ma quelli che aprono la serranda la mattina… ci hanno riflettuto?


Seconda riflessione:

Premessa.

Immaginate che “finalmente” il mondo della intermediazione sia formato e occupato solo da agenti professionisti, con un loro percorso di laurea e con un etica condivisa, chiaramente tutti orticellisti o quasi, esclusivisti convinti, ci mancherebbe, se no che professionisti sarebbero…

tutto quanto sopra è parte integrante della presente, computiamo:

Uno di questi PROFESSIONISTI mette un annuncio per la locazione di un ufficio di 2000 mq in una metropoli di proprietà di un ente assicurativo, lo affitta e prende, diciamo,

100.000,00 euro di provvigione in totale,

il contratto, compresi accordi e condizioni e garanzie è stato redatto dai commercialisti e dagli avvocati della aziende coinvolte, il suo apporto è stato quello di mettere in contatto, creare l’occasione dell’affare.

L’agente professionista ha però fatto i controlli ci mancherebbe, è per quello che riscuote i denari, lo sottolinea sempre nella sua comunicazione:
io valgo perchè…
– sono professionista e sono preparatissimo.
– ho un titolo.
– faccio visure e antiriciclaggio.
– ti faccio fattura.
– un abusivo non ha diritto a riscuotere i 100mila che invece io ho pieno diritto di pretendere nel caso.

Tutto a posto?

Chi non capisce dove voglio arrivare o cosa dico, sappia che capita sempre anche a me quindi ignori i miei deliri e passi tranquillamente oltre, senza curarsene…

…fatti non foste a viver come orsi.

Mediatore estinto e mandatario occulto.

Per anni o lottato contro molti mulini, senza nemmeno cavalcare ronzini ne ante ne post, ma quello che ricordo con più affetto dal mio ospizio ed eremo è la mia battaglia (solitaria come sempre, noi folli siam soli per fortuna del mondo) del Mediatore tipico contro il miscuglio tra tipica e atipica, che ha generato mentalità e conseguenze distorte e distorsive dei rapporti con i clienti, col mercato, con il diritto e con l’universo intero.

Per anni infatti ho cercato di capire come si potesse avere una interpretazione del lavoro del mediatore che hanno molti colleghi da Atipica, e sostenere di lavorare anche per l’acquirente.

Mediatore? Ora tutti vogliono esser consulenti!

Continua a leggere

Coming out: servo a qualcuno. Vado.

E ora basta con l’ipocrisia, non fa per me.
Mi rendo conto che è presuntuoso parlare di se, ma nel proprio blog o nelle proprie bacheche… si parla di noi stessi no? Se leggi… hai fatto tu la scelta. 😀

Comunque, è ora di uscire dall’ombra.

Era oramai palese a tutti.

Sono andato a casa.it a parlare con Raffaele Racioppi e Francesco Pellegrino e Daniele Mancini del progetto mls aggregator.

Pellegrino, Racioppi e Ponziani a casa.it

Anche quello a destra è umano.

Parlo del progetto mls aggregator da sempre con una sorta di benevolenza palese, individuandolo come la possibile forza aggregante capace di mettere insieme i vari interessi ora molto variegati e spesso contrastanti.
Pagina-Pubblicitaria-MLS-Aggregator_per-pagina2
Ho detto e scritto che tale progetto secondo me era rischioso solo per casa.it che in pratica si accollava tutto lo sforzo senza la certezza che il risultato gli restasse in mano, e lo penso tuttora, specie in relazione alla creazione di uno standard operativo, o al coinvolgimento delle associazioni a livello locale, per costruire organi di controllo ecc.

Ho sempre parlato malissimo delle politiche commerciali aggressive dell’altro portale in relazione alla gestione dei flussi del loro gestionale.

Ho criticato molto più il portale concorrente a casa.it che casa.it, secondo molti (dicono così).

Vedi i miei post su immobilio ad esempio

Si noti poi quante volte ho nominato casa.it in questo articolo… e ciò fa già capire dove vado a parare…. ma andiamo avanti.

Scrivo nel gruppo di Racioppi e ne difendo l’iniziativa, che è sicuramente creata anche per scopi di visibilità, ma cosa c’entra: questa idea che il marketing sia una cosa “sporca” ce l’abbiamo solo in italia e che siano dei commercianti a portarla avanti… è ridicolo…. il gruppo facebook che hanno creato Racioppi e gli altri (che sono colleghi o formatori o altri professionisti) ha il merito di aggregare idee, ed è molto più libero di certi gruppi (chiusi anch’essi) di associazioni, dove il pastore detta la linea e qualche cane da guardia fanno sentire subito indesiderati i dissidenti, arrivando a invitarli ad uscire anche dalla associazione, senza nessuna esitazione.
Schermata 2016-02-14 alle 00.14.06
In suais (il gruppo facebook degli agenti immobiliari di cui parlo) certi membri vorrebbero escludere addirittura i fondatori del gruppo, o nei post viene criticato apertamente i progetti di Raffaele Racioppi e lui non li censura per nulla … 🙂

Quindi viva SUAIS, viva IMMOBILIO.it e viva BlogAgenzieImmobiliari del quale ringrazio Massimo Boraso, in fondo molto della mia conoscenza di noi come categoria, è partita proprio gestendo un social che ai tempi faceva 200mila accessi al mese.

Come ho già detto qua, ho voglia di vedere cosa posso dare alla categoria da un fronte differente, senza vendere nulla che io sono un personaggio anti-commerciale che più anti-commerciale non si può (se no ero ricco, avevo ancora la moglie e pure l’amante).

E quindi, dopo tutto, come avrete capito, sto valutando di collaborare con il portale, nel senso che mi hanno chiesto consulenza su alcune cose tecniche e di sviluppo nel campo IT legato alla professione, perchè ritengono che possa essere utile loro a qualcosa.

Collaborerò con il portale che sfrutterà le mie “conoscenze” per individuare processi di ottimizzazione della produttività degli agenti, da un punto di vista che sta in mezzo tra la pratica on the road e il professionista IT.

In pratica un consulente esterno.

Forse riuscirò a migliorare alcuni aspetti e anche il lavoro di molti di noi, come ho sempre sognato di farlo, prima, riuscendo anche a vedere realizzato qualcosina.

O forse no.

Ah.

Non è casa.it, è l’altro.
Sì, quello con il quale non sono d’accordo moltissime volte.

Mi spiace di avervi deluso, lo so che mi avevate già pensato “arruolato”, molti non concepiscono la libertà di pensiero incosciente ponzianica, se uno parla bene di una cosa significa che ha degli interessi “dietro”, se ne parla male ha interessi con il concorrente… lo so, molti hanno la testa fatta così… li capisco… hanno ragione loro, badate bene… ma a me non riesce… e vedere che nonostante sia sempre critico, quelli che critico mi abbiano detto “ok parliamone”, mi piace troppo, io lavoro bene quando lo scopo è chiaro e quando fare squadra è più importante del fare “gregge”.

Lo so, eravate convinti che fosse casa.it, che vi avrei venduto qualcosa, ma mi piace sempre smentire, sono un dissidente nato.

… è che non sono capace di vendere, e non mi compri con il denaro purtroppo per me.

E pensate, che potrei lavorare anche per casa.it se me lo chiedesse e mi piacesse il progetto, e potrei tranquillamente camminare a testa alta tra coloro che si azzardassero a dirmi qualcosa 😉

Ma per adesso, devo deludervi, collaborerò con immobiliare.it su più progetti interessanti, sempre che mi sopportino più di un mese.
Su forza! Potrete dire che sono venduto a casa.it come finto pensatore libero un altra volta, ve lo prometto.

Datemi tempo e vi accontento anche in questo.

Però spiazzarvi sempre, che soddisfazione 😀

😉

Sono un po’ stanchino, mi metto a lavorare.

Questo post è a chiusura di un ciclo, è assolutamente personale, non contiene informazioni interessanti, solo una sorta di partenza, un giro di chiave che non chiude una porta, ma accende un motore, apre un portone… non leggerlo ti eviterà perdite di tempo, poi fai te…

Sono invecchiato, pure male.
Dimostro 30 anni più della mia età da quando avevo 30 anni.
A livello neurologico poi è un disastro, oramai ripeto le stesse cose da oltre due lustri, e sono praticamente incapace di pensare ad altro o rinnovare il pensiero, sono oramai lungo la via del declino, non servo più: avanti gli altri.
D’altronde “no fiaip, no party” direbbe qualche filosofo prestato al mondo immobiliare.
Continua a leggere

Ponzilla n°4: perseverare è dirigenziale.

Allora,

mettiamo che invece di essere un misero agentucolo di provincia sia un presidente che ha sempre spinto per dare i dati a una ditta privata, e ho sotto dei dirigenti che credono da tempo alle cose che che dico sistematicamente, anche se qualche voce fastidiosa (tipo quella dello scrivente) dice da sempre altre cose che si rivelano, altrettanto sistematicamente, fondate. Continua a leggere

Cercacasa e mls aggregator voci dal passato.

Per la serie #parlodasolo  sto ripensando a vecchie storie e a quanto avviene oggi…

Leggete (parlo con i lettori immaginari) e poi ditemi se non mi devo incavolare con colleghi come la Increta, che sputa sentenze con memoria corta, cortissima…

Questa è la MIA mail che fece incavolare la dirigenza e che fu IGNORATA DA TUTTI GLI ASSOCIATI RESPONSABILI DI INFORMATICA DEL TEMPO, inviata a molti dirigenti KETTY COMPRESA, ai tempi della mia dipartita (prima mi sospendono, chiedendomi scuse pubbliche per farmi rientrare che io non concedo di certo se non cambiano strada, e come è andata poi lo sapete)… se vi interessa, vi avviso che è lunga :

La mail è stata inviata in due versioni, il 14 giugno 2013 a circa 80 dirigenti, una scritta con l’ipad di getto, l’altra “corretta”  a distanza di un ora: qui incollo quella di getto togliendo solo i refusi e togliendo continui riferimenti alle persone, lasciandoli una vlta sola.

Nei commenti anche la mail inviata poco dopo dove comunico il mio rifiuto a rimanere.
Le mail private tra me e Paolo Righi sono chiaramente escluse.

“Carissimi Colleghi tutti, Continua a leggere

Le rivoluzioni: il flat hunter e altre amene favole.

Rivoluzione è una parola che può indicare una rottura col passato, un rinnovamento, ma nel caso degli agenti immobiliari (e anche di altri fenomeni sociali) questo non è proprio corretto, spesso rivoluzione altro non è che girare intorno a un centro di massa, un attrattore, ne rivendico quindi il significato che la parola “rivoluzione” assume in fisica, e queste “novità” non sono altro che ritorni o rielaborazioni di un passato, quando con una traiettoria ellittica lungo l’asse del tempo invece che dello spazio, si ritorna a presentare come novità l’acqua calda, rivestendola di nuovo, con pochi abbellimenti e accessori adatti al tempo in cui si torna a occupare la “stessa posizione” se analizziamo il punto di vista dell’attrattore.

Nel caso dell’agente immobiliare questo attrattore è l’interesse del cliente?

Il suo punto di vista?

Le sue esigenze?

No, purtroppo spesso è un altro.

Qual’è l’attrattore di cui parlo?

Continua a leggere

La gestione delle informazioni – ponzilla n.1

Lasciare gestire le informazioni ad altri è stato il più grande errore degli agenti immobiliari, perpetrato dalla nostra dirigenza per incapacità di comprenderne gli effetti e le conseguenze.
Provo a spiegarne le ragioni in qualche video-post che la categoria ignorarà e riterrà di poco interesse, fino a lamentarsi delle conseguenze che gli cadono (e cadranno) addosso senza capire da dove.
Lasciatemi sfogare, in fondo sono innocuo.


La postilla del ponziani: ponzilla n.1

Ricordatevi, lasciare la gestione delle informazioni di nostra proprietà ad altri è come consegnargli la chiave delle nostre agenzie e perderne piano piano il controllo.

Sviluppare davvero un portale per agenzie immobiliari: cosa non fare.

Come non fare le cose e rimanere perfettamente inutili.

Inauguro la rubrica per elencare il come non si deve fare le cose, come farle è inutile dirlo tanto non ti ascoltano quindi tentiamo l’approccio “negativo“.

Vorremo definire una serie di errori che dovrebbe evitare la categoria degli agenti, intesa come gruppo di persone con i medesimi interessi, qualora decidesse finalmente di sviluppare un portale per le agenzie immobiliari, di propria gestione.

Chiaro che tale piattaforma avrà delle peculiaretà che le realtà commerciali non possono avere, proprio perché viene a decadere il conflitto di interessi tra gestione e utenza.

Ci concentreremo per questo primo incontro sulla importazione dei dati dai gestionali e dai portali e di come NON vanno gestiti per fare un servizio utile alla categoria, un servizio che altri non possono dare in quanto realtà commerciali e quindi in netto contrasto con alcune delle logiche proposte.

Quali errori da non fare assolutamente nell’import dei dati quando crei una piattaforma informatica per la categoria?

Come non fare le cose e rimanere perfettamente inutili.

La media dei precedenti tentativi in un immagine.

 

1) Far gestire il progetto da chi non ha esperienza delle problematiche che si incontrano nella questione. Non c’è bisogno di approfondire, non seguire il consiglio significa dover mettere mano al portafogli diverse volte e senza ottimi risultati.

2) Impedire l’editing diretto dei dati importati: quando importi un dato questo è assolutamente uguale al dato inserito direttamente nella piattaforma, renderlo “diverso” costa sviluppo, non da vantaggi e crea disturbo. Le motivazioni che ho visto annettere a chi ha fatto questo errore sono talmente ridicole che le comunicherò solo su richiesta, specie se poi ha dovuto renderli modificabili con un pulsante ad hoc (spendendo risorse per nulla, di fatto).

3) Impedire di condividere i dati importati come si può invece fare con quelli inseriti a mano: appurato che il dato, una volta immesso, è identico a quello inserito tramite il back office della piattaforma (e se non lo fosse la colpa sarà del tecnico che ha gestito l’import) e che qualsiasi differenziazione COSTA e quindi deve avere un senso, questa scelta NON HA SENSO alcuno a meno che non ci sia sotto qualcosa d’altro. idea fondante di una piattaforma di categoria è proprio quella di rendere agevole la condivisione tra piattaforme differenti, quindi l’averlo impedito è una scelta dettata da esigenze che secondo me risiedono in accordi commerciali a DANNO dell’idea stessa.

Alle prossime puntate.