Clausola sospensiva al mutuo si/no : analisi.

Come rispondiamo alla esigenza dei clienti che vogliono acquistare una casa con mutuo?

Solito pappone lunghissimo indigeribile da leggere solo se masochisti.

Premessa:

Un soggetto che per acquistare un immobile abbisogni di mutuo, è buona cosa che si premunisca di conoscere quanto è il suo limite di finanziabilità, in modo da poter indirizzare la sua ricerca su un immobile che sia alla portata delle sue tasche.

Ove questi non lo abbia fatto, buona pratica è, per noi, farglielo fare quanto prima, meglio se con un mediatore creditizio.

D’altronde, chi viene in agenzia si aspetta di vedere risolte le sue difficoltà e visto che è comprovato che le compravendite immobiliari residenziali vengono svolte anche con questi soggetti con poca liquidità (lo so, sono la maggioranza, era sottile ironia), meritano una attenzione almeno in fase di riflessione su come eroghiamo i nostri servizi.

Se in agenzia dovessero venire solo quelli che hanno i danè in tasca, avremmo le compravendite fuori dalle agenzie molto maggioritarie rispetto al monte totale.

Differenti approcci delle agenzie immobiliari

Fermiamoci un secondo e facciamo una riflessione su questi clienti, ponendo dei parametri:

  1. Hanno fatto già pre-screening e hanno pre-qualifica/delibera/quellochevolete;
  2. Abbisognano di finanziamento per acquistare;
  3. Hanno poca liquidità;
  4. Sono venuti da noi per trovare il modo di comprare.

A queste esigenze come rispondiamo noi?

Direi che abbiamo 2 macro-profili di risposta.

  • 1) Non prendo proposte con clausola sospensiva
  • 2) Metto clausola sospensiva

Lasciamo perdere per ora i pareri sull’una o l’altra scelta, e andiamo avanti.

Profilo 1) Non faccio proposte con sospensiva.

Si dividono in due macro famiglie:

1a) prendono la proposta senza sospensiva: il cliente sulla base della pre-qualifica, si impegna a fare l’affare. Se il mutuo non viene erogato, ne pagherà le conseguenze… (sic.)

In questo caso, penso che commentare sia inutile, lascio al lettore farsi una idea.

1b) Non prendono la proposta o fanno al massimo una puntuazione, un pre-accordo non vincolante sulla cifra di chiusura e tutti liberi: se arrivi con il mutuo e la casa c’è ancora, bene, altrimenti ciao.

In quest’altro caso, l’unico appunto che mi sento di fare, è che l’agenzia si propone non come un facilitatore, ma come un incaricato del venditore, l’agente pensa solo a lui (e a se stesso) nella metodologia, e lascia l’acquirente scoperto…

Si capisce che l’idea di bloccare un venditore ad un impegno che potrebbe rivelarsi infruttuoso e una perdita di tempo, è la ragione prima, ma il fatto che non vengano cercate vie alternative più equilibrate (che ci sarebbero), mi perplime un po’, in relazione alla percezione della nostra utilità, lato acquirente.

Detto ciò, a differenza del profilo “1a”, ritengo il modo di lavorare degli “1b” comunque più che corretto.

Rimane una riflessione: visto che per far partire la pratica di mutuo, le banche pretendono una proposta firmata e i dati dell’immobile…  il cliente di chi non concede la compilazione di proposte sospensive come fa a far partire la pratica?

Se qualcuno sa spiegarmelo… se no rimarrebbe un assurdo procedurale: come si fa a dire a un potenziale acquirente di provare a farsi dare il mutuo su un dato immobile, se gli si impedisce di avere l’impegno firmato da portare per l’avvio pratica?

Se potete illuminarmi…

E se non potete, come servizio agli acquirenti, come si esce?

Profilo 2) Prende proposte con sospensive.

Chi fa invece la sospensiva mette il proprietario in condizioni di dover aspettare l’esito di una pratica sulla quale non ha un controllo diretto, quest’ultimo si deve fidare del proponente e dell’agente, rischiando di aspettare e non prendere nulla, magari perdendo altri interessati o, se si bloccasse le visite, mancando anche della possibilità di reperirli.

Quindi non è buona pratica fare una sospensiva senza aver prima:

  • 1) fatto pre-qualifica al cliente.
  • 2) non conoscere l’istituto o il m.c. al quale si è rivolto.

Inoltre, si deve prevedere almeno tre cose:

  • 0) termini temporali, e magari anche istituto erogante del mutuo.
  • 1) Continuare le visite.
  • 2) Una exit strategy per entrambe le parti.

Possono succedere almeno tre tipologie di “incidenti” in una proposta sospensiva alla pratica di mutuo (diniego “normale” a parte):

  • a) Non viene erogato il mutuo per una posizione della banca che non ha riscontri assoluti nelle normative (es. manca abitabilità o altra interpretazione discutibile)
  • b) Non viene erogato il mutuo per una difformità dell’immobile scoperta dal tecnico (casistica che compare anche in presenza di pre-controlli,per errori ed omissioni di tecnici precedenti) che costerebbe troppo sanare ( questo incidente vale anche nelle normali compravendite)
  • c) Qualcuna delle parti cambia idea, magari il venditore ha un altro acquirente più “pronto” o il finanziamento risulta troppo basso per comprare agevolmente… ecc. ecc.

Il modo per regolare l’inter-regno nel quale il proponente sta cercando di farsi approvare il mutuo, pur facendo sottoscrivere un impegno tra le parti con clausola sospensiva, con una exit-strategy è, ad esempio, l’inserimento di una penale ex 1382 accettata dalle parti come corrispettivo del recesso.

Se è vero che il venditore aspetta che il proponente trovi i soldi, senza avere di fatto garanzie che il suo tempo sia ben speso, è anche vero che l’acquirente spende (per la pratica si paga) e si attiva e anche lui si impegna ad acquistare quella casa, e non un altra, per un periodo di tempo.

Un buon equilibrio, secondo me, quindi è rendere questo impegno garantito da una somma che, una volta versata, libera da qualsiasi obbligazione.

Chiaro che chi dovesse recedere dall’impegno, per mera volontà di farlo, si troverà a pagare l’importo fissato alla controparte, ma anche una penale all’agente immobiliare, la parte “adempiente” invece sarà immune dal pagamento della penale all’agente, e riscuoterà la somma che incorporerà tutti i danni che questi ha avuto, per previo accordo espresso tra le parti.

L’impegno avrà quindi una forza reale, in quanto nessuno recederà a cuor leggero; e rimarrà una somma sostenibile, visto che questo tipo di situazioni riguarda sempre persone non proprio benestanti.

(es. 3-5k penale alla controparte provvigione pari al 50-70% del totale all’agente).

Nel frattempo l’agenzia/e continuano le visite, e in caso compaia una prposta migliorativa, il proprietario potrà scegliere comunque se liquidare il proponente o proseguire ad aspettarlo, ma non potrà farlo senza pagare almeno penale ed agente (se quest’ultimo non è colui che porta la nuova proposta).

Basta esser chiari con tutti e l’equilibrio nel caso c’è.

(chiaramente, verificata al condizione, scatta o il rogito o il versamento di confirmatoria)

Il proprietario valuterà bene prima di accettare, perchè l’impegno comunque ha forza.

Il proponente pure, sa che se non dimostra la sua attività, potrebbe perdere le penali, ma nel contempo sa che il proprietario non è li a aspettarlo e che potrebbe anche venderlo ad altri e che ha un tempo limitato.

Se invece poni l’acquirente proponente in una condizione di soccombenza totale, senza alcuna forza contrattuale e senza i mezzi per avviare la pratica…. come compariremo ai suoi occhi?

Capisco che senza questi problemi si lavora meglio, ma noi a cosa serviamo se non a risolvere i problemi?

Buona serata

La “nuova” sfida è comunicare.

… e sopratutto sapere cosa comunicare e come.

(Premessa: scrivono che sono un esperto in marketing su INEWS9 di L’immobiliare.com ma non è vero, esagerano moltissimo).

Ciao a tutti,

a INEWS mi chiedono di ri-scrivere un pensiero per Voi e eccomi qua, di nuovo, a condividere una riflessione.

Abbiamo parlato di cosa facciamo e di qual’è davvero il nostro valore aggiunto, lo scopo, il bisogno reale al quale rispondiamo davvero, quando lo facciamo intendo.
Quando lo scopriremo e saremo tutti d’accordo sulla questione, però non basterà: dovremo anche C O M U N I C A R L O.

Le persone che entrano nelle nostre agenzie, anzi, le persone che cominciano a maturare l’idea di prendere un immobile, sia in affitto che in proprietà, dovrebbero avere un pensiero:

“Meglio andare in agenzia”.

Attenzione, non pretendiamo che i nostri clienti arrivino a dire “in agenzia si risparmia”, perchè “il nostro è valore aggiunto alla compravendita e non un costo” eccetera etcetera, accontentiamoci magari di un più realisticamente raggiungibile:

“Meglio andare in agenzia”.

Come facciamo a raggiungere il traguardo ambito?

Abbiamo già detto che dobbiamo innanzitutto far sì che il sistema formato dalle agenzie diventi sinergico e quindi IMBATTIBILE, perchè quando un agente elabora le richieste dei clienti e fa il lavoro di ricerca e incrocio basandosi sulla propria sensibilità e capacità di capire anche le cose non dette, invece di usare gli “incroci” proposti dai software (utili ma sopravvalutati, specie da chi quei software li vende), quando mettiamo in moto quell’istinto che ci fa concludere affari che sarebbero impensabili per i clienti, quando attiviamo quella capacità di gestire tensioni e rapporti che si incrinano per prese di posizione sciocche, quando sappiamo ricucire e rendere possibile affari che sembravano finiti mettiamo in atto un qualcosa che è proprio delle PERSONE: non esiste macchina, software o algoritmo che sia (oggi) in grado di farlo.
Non siamo ancora molto consapevoli di quello che siamo, temo, con la nostra voglia di rivendicare al mercato e ai clienti una identità che consideriamo ingiustamente negata, però possiamo cominciare a comunicare quello che pensiamo di essere oggi, evitando possibilmente di esser odiosamente autoreferenziali e passeggiando virtualmente insieme ai clienti in una piazza virtuale, iniziare un rapporto di confronto e di spiegazione di cosa siamo, di cosa non siamo e di cosa vorremmo diventare, per una volta NOI con la “penna” in mano, e non facendoci raccontare da altri che, spesso, dicono enormi castronerie il più delle volte non proprio positive nei nostri confronti.

Ci sono rischi?

Certo che sì, comunicare è una lama a doppio taglio, se lo fai male fai danni, solo che oggi non è più possibile rimandare visto che altri comunicano al posto nostro, spesso a nostro sfavore, cavalcando luoghi comuni.

Dobbiamo però imparare a farlo in modi nuovi, con meno auto celebrazione possibile e con una prospettiva che per ora vedo che usiamo poche volte, purtroppo.

E dobbiamo averne i mezzi.

Noi ci guadagnamo da vivere comunicando con le persone, facendo i conti con convinzioni ed aspettative spesso fuori dalla realtà, gestendo le relazioni tra le persone e riuscendo fargli concludere affari e non siamo capaci di fare una auto promozione che abbia senso e che vada oltre “non pagate l’abusivo”?

Io non ci voglio credere.

Voi?

Grazie a tutti per la pazienza.

Ci vediamo la prossima vita.

Persone

Persone.

A Ideare 2017 abbiamo iniziato un percorso importante, grazie ad Alessandro e Sara, abbiamo cominciato ad usare le possibilità che oggi sono alla base di ogni business che funziona: i dati e l’analisi delle esigenze e della percezione dei clienti sul servizio erogato.

Abbiamo quindi fatto un sondaggio su un campione di 800mila persone, e abbiamo ricavato 20.513 risposte (non è poco per un sondaggio con quasi 50 domande per chi ha effettuato alcune scelte tipo “vado in agenzia”).

E da oggi possiamo ripetere esperienze simili, spero migliorando sempre di più l’efficacia del nostro modo di usare i dati che Immobiliare.it ci fa usare  e il modo in cui ci può supportare nel lavoro quotidiano.

Pensate, da oggi potremo misurare aspettative, convinzioni, sentiment… fino ad oggi tutto veniva dato per scontato senza ascoltare chi ha davvero importanza: le persone, siano esse clienti o colleghi, le PERSONE.

Se domandassero a me cosa fa un Agente Immobiliare, io risponderei senza molta titubanza “gestisce relazioni tra persone per far si che concludano positivamente affari”: persone.

A chi pare poca cosa, posso dire che tutto il resto lo potranno fare quasi certamente le macchine o dei sistemi informatici, in futuro, e il futuro digitale valorizzerà le persone che gestiranno le relazioni che derivano da quei servizi.

Visure e controlli -> servizi informatici inserendo un codice fiscale o un indirizzo.

Contratti e moduli e burocrazia -> Servizi informatici.

Consulenza di base? -> Servizi informatici.

Gestire le relazioni tra persone per concludere affari?->Servizi inform….. ma col RAZZO che funzionano!

Voglio vedere un SIRI del REAL ESTATE avere a che fare con le tensioni che si possono creare nelle trattative, gestire tutto l’iter tra tecnici, banche e uffici comunali o tribunali che on rispondono o magari indovinare quel NON DETTO che il cliente comunica in maniera occulta, quella cosa che si palesa a chi non la conosce solo quando quando chiede una cosa ma poi, dopo, ne compra tutta un’altra, da un altra parte, ad un altro prezzo…

Persone.

Sul sondaggio in esame, proporrò le mie letture nei prossimi giorni.

Divertitevi a fare altrettanto, lo trovate qua

Abbiamo il BIG DATA.

Ok gente, è tempo, abbiamo il big data a disposizione.

L’esperimento effettuato con Ideare 2017, dove due di noi (Alessandro Casabianca e Sara Panetti) hanno messo su il primo sondaggio serio della nostra storia svolto su un campione di oltre 20mila persone non è stato che l’inizio di un cambio di paradigma del modo di rapportarsi ai fornitori di servizi, nel caso specifico si parla di immobiliare.it che ha messo e metterà a disposizione i propri mezzi.

Curiosi sul sondaggio?

Se non lo avete ancora trovato nei numerosi post che abbiamo fatto in giro dopo Ideare 2017 potete scaricarlo qua, in un futuro prossimo vi esporrò le mie conclusioni alle quali sono giunto analizzandolo, voi tirate fuori pure le vostre, basta citare IdeaRE come fonte e potete farne quello che volete (tranne vendervelo).

Personalmente ho aspettato per quasi 15 anni questa roba, intendo la possibilità di usare il big-data in modo serio, ho cercato di realizzare questo, ma non ero l’uomo giusto, lo hanno fatto altri e questo mi basta.

Ora, per iniziare, posso dirvi che è solo l’inizio, ve lo prometto (se sopravvivo).

Cosa intendo dire?

Intendo dire che da ora in poi questo tipo di analisi di mercato sono a disposizione di tutti noi, a tutti i livelli disponibili e che io ne sono il “coordinatore” pro-tempore (fin quando non ne troviamo uno migliore).

Quindi, volete fare un sondaggio specifico su un campione in un preciso territorio o target?

Vuoi sentire cosa pensano i colleghi su un certo argomento?

Eccomi qua: immobiliare.it è disponibile a valutare quello che gli proporremo, quindi proponete pure i vostri sondaggi, vi prometto che nei limiti del mio possibile li vedremo realizzati.

E quando non sarà possibile vi diremo perché.

Ed è solo l’inizio di tante cose che secondo me dovevano cominciare ad accadere 20 anni fa.

Una occasione da non sprecare.

Sei un collega curioso, un CEO di un franchisor, un folle che ha messo su una micro-rete, un Presidente di una Associazione?

Non dormire più!

Usa questo modulo per scrivere il progetto di indagine che hai in mente e cercheremo di realizzarlo.

R.P.

 

Non ti curar di me…

Prima riflessione:

Posso fare in modo/è mai accaduto che le banche non investano nel settore intermediazione e che lo stato intervenga per bloccarne l’attività nel campo a favore della categoria degli agenti immobiliari?

Quante sono le probabilità di riuscita di una lotta di categoria che abbia quell’obiettivo analizzando anche la direzione verso la quale si va in ogni settore, cioè della apertura, anche se non selvaggia, di settori “chiusi”?

Quanto è il peso politico della categoria e a quali partiti vi rivolgereste oggi per avere appoggio alle iniziative di lobby?

Come fareste per ottenerlo?

Il tutto al netto di eventuali situazioni di squilibrio verso il cliente che vanno invece si, eccome, denunciate e vigilate ma non in ottica di protezionismo bieco e inutile, nel quale non avremo appoggio alcuno, a parere mio.

Finale:

Come mai mettiamo tante energie in battaglie che probabilmente non vinceremo mai, e non ne mettiamo alcuna nel lavorare su noi stessi, capendo chi siamo veramente, rendendolo percepibile, forte ed efficiente per far dire ai clienti “meglio in agenzia”?

Quanto è meglio, quindi, cercare di fare cose quasi impossibili a giudicare dai fatti,  probabilmente nemmeno foriere di veri vantaggi se venissero ami ottenute in quanto rimarrebbero poi intonsi tutti i problemi “interni”, di cercare di fare qualcosa di difficile, certo, ma pratico, alla nostra portata e con molte probabilità di buoni risultati?

Capisco i “politici”, ma quelli che aprono la serranda la mattina… ci hanno riflettuto?


Seconda riflessione:

Premessa.

Immaginate che “finalmente” il mondo della intermediazione sia formato e occupato solo da agenti professionisti, con un loro percorso di laurea e con un etica condivisa, chiaramente tutti orticellisti o quasi, esclusivisti convinti, ci mancherebbe, se no che professionisti sarebbero…

tutto quanto sopra è parte integrante della presente, computiamo:

Uno di questi PROFESSIONISTI mette un annuncio per la locazione di un ufficio di 2000 mq in una metropoli di proprietà di un ente assicurativo, lo affitta e prende, diciamo,

100.000,00 euro di provvigione in totale,

il contratto, compresi accordi e condizioni e garanzie è stato redatto dai commercialisti e dagli avvocati della aziende coinvolte, il suo apporto è stato quello di mettere in contatto, creare l’occasione dell’affare.

L’agente professionista ha però fatto i controlli ci mancherebbe, è per quello che riscuote i denari, lo sottolinea sempre nella sua comunicazione:
io valgo perchè…
– sono professionista e sono preparatissimo.
– ho un titolo.
– faccio visure e antiriciclaggio.
– ti faccio fattura.
– un abusivo non ha diritto a riscuotere i 100mila che invece io ho pieno diritto di pretendere nel caso.

Tutto a posto?

Chi non capisce dove voglio arrivare o cosa dico, sappia che capita sempre anche a me quindi ignori i miei deliri e passi tranquillamente oltre, senza curarsene…

…fatti non foste a viver come orsi.

Mediatore estinto e mandatario occulto.

Per anni o lottato contro molti mulini, senza nemmeno cavalcare ronzini ne ante ne post, ma quello che ricordo con più affetto dal mio ospizio ed eremo è la mia battaglia (solitaria come sempre, noi folli siam soli per fortuna del mondo) del Mediatore tipico contro il miscuglio tra tipica e atipica, che ha generato mentalità e conseguenze distorte e distorsive dei rapporti con i clienti, col mercato, con il diritto e con l’universo intero.

Per anni infatti ho cercato di capire come si potesse avere una interpretazione del lavoro del mediatore che hanno molti colleghi da Atipica, e sostenere di lavorare anche per l’acquirente.

Mediatore? Ora tutti vogliono esser consulenti!

Continua a leggere

Conviene davvero comprare senza buccia?

Come dicevo tempo fa, io ritengo che i servizi che rispondono ad esigenze precise della gente siano tutti utili.

internet ha aiutato molto i processi di creazione di servizi che appunto rispondono a esigenze specifiche.

Come scrivevo però nell’articolo linkato all’inizio, quando il valore del servizio che si da è solo quello “non pagare la provvigione”, ecco che tutto decade, perchè in realtà tale elisione di costi, corrisponde a una fortissima elisione di servizi e prestazioni.

E come dicevo sempre nell’articolo di cui sopra, che come vedo è ancora attuale, non puoi dire “noi valiamo perchè ti facciamo non pagare la provvigione” perchè non fai pagare la provvigione semplicemente perchè:

1) non ne hai diritto.

2) non fai la stessa cosa che fa un agente.

Continua a leggere

Non vi si può lasciare soli un minuto che…

Mamma mia… basta distarsi un attimo e rimettete su recinti a tutto spiano!
Ecco che rallentano le sinergie tra piattaforme…
Ecco che anche dentro qualche associazione qualcuno tenta di recintare …

Da immaginidivertenti.com

Da immaginidivertenti.org

Ok.
Allora, ricapitoliamo ragazzi.
I recinti non servono che ai recintatori, non servono ai vostri clienti (noi). 🙂
Se il recinto è uno solo, ok, potrebbe funzionare… ma se sono molteplici… non va bene.
Lo so che è difficile, che siete concorrenti, che in fondo chi ve lo fa fare ecc.
Che qualcuno ha tradito, che c’è chi fa il furbetto e gioca “sporco” o comunque fa il fenomeno.
Lo so che costa fatica, che è più facile tornare a farvi i fatti vostri, che se riparte il mercato gli agenti…

(Poi strano che oggi tutti tendono a semplificare tutto, hanno idee chiare sul futuro… e io invece non ho mai avuto incertezze e confusione in testa come oggi. 🙂 )

Va beh. Torniamo sul focus.

Lo so che in fondo la domanda di collaborazione è bassa e che necessita di spinta e impegno promozionale-motivazionale-culturale-mentalista.

Rinsaldate le fila e continuate il lavoro di standardizzazione dei linguaggi.

Lo so che vi siete dati dei parametri tecnici di accesso alti, ma fossi in voi coinvolgerei i ragazzi figli del guru delle micro-reti (dicono loro che ci sia) perchè almeno loro hanno voglia e capacità di rompersi a creare reti e fanno quello di lavoro, pure bene, sembra.

E ai miei colleghi ricordo di stare svegli e non accettare recinti che non permettano exit strategy sostenibili.

Poi non dite che non vi ho avvertito.

Chi ci si riconosce faccia le sue considerazioni.

Coming out: servo a qualcuno. Vado.

E ora basta con l’ipocrisia, non fa per me.
Mi rendo conto che è presuntuoso parlare di se, ma nel proprio blog o nelle proprie bacheche… si parla di noi stessi no? Se leggi… hai fatto tu la scelta. 😀

Comunque, è ora di uscire dall’ombra.

Era oramai palese a tutti.

Sono andato a casa.it a parlare con Raffaele Racioppi e Francesco Pellegrino e Daniele Mancini del progetto mls aggregator.

Pellegrino, Racioppi e Ponziani a casa.it

Anche quello a destra è umano.

Parlo del progetto mls aggregator da sempre con una sorta di benevolenza palese, individuandolo come la possibile forza aggregante capace di mettere insieme i vari interessi ora molto variegati e spesso contrastanti.
Pagina-Pubblicitaria-MLS-Aggregator_per-pagina2
Ho detto e scritto che tale progetto secondo me era rischioso solo per casa.it che in pratica si accollava tutto lo sforzo senza la certezza che il risultato gli restasse in mano, e lo penso tuttora, specie in relazione alla creazione di uno standard operativo, o al coinvolgimento delle associazioni a livello locale, per costruire organi di controllo ecc.

Ho sempre parlato malissimo delle politiche commerciali aggressive dell’altro portale in relazione alla gestione dei flussi del loro gestionale.

Ho criticato molto più il portale concorrente a casa.it che casa.it, secondo molti (dicono così).

Vedi i miei post su immobilio ad esempio

Si noti poi quante volte ho nominato casa.it in questo articolo… e ciò fa già capire dove vado a parare…. ma andiamo avanti.

Scrivo nel gruppo di Racioppi e ne difendo l’iniziativa, che è sicuramente creata anche per scopi di visibilità, ma cosa c’entra: questa idea che il marketing sia una cosa “sporca” ce l’abbiamo solo in italia e che siano dei commercianti a portarla avanti… è ridicolo…. il gruppo facebook che hanno creato Racioppi e gli altri (che sono colleghi o formatori o altri professionisti) ha il merito di aggregare idee, ed è molto più libero di certi gruppi (chiusi anch’essi) di associazioni, dove il pastore detta la linea e qualche cane da guardia fanno sentire subito indesiderati i dissidenti, arrivando a invitarli ad uscire anche dalla associazione, senza nessuna esitazione.
Schermata 2016-02-14 alle 00.14.06
In suais (il gruppo facebook degli agenti immobiliari di cui parlo) certi membri vorrebbero escludere addirittura i fondatori del gruppo, o nei post viene criticato apertamente i progetti di Raffaele Racioppi e lui non li censura per nulla … 🙂

Quindi viva SUAIS, viva IMMOBILIO.it e viva BlogAgenzieImmobiliari del quale ringrazio Massimo Boraso, in fondo molto della mia conoscenza di noi come categoria, è partita proprio gestendo un social che ai tempi faceva 200mila accessi al mese.

Come ho già detto qua, ho voglia di vedere cosa posso dare alla categoria da un fronte differente, senza vendere nulla che io sono un personaggio anti-commerciale che più anti-commerciale non si può (se no ero ricco, avevo ancora la moglie e pure l’amante).

E quindi, dopo tutto, come avrete capito, sto valutando di collaborare con il portale, nel senso che mi hanno chiesto consulenza su alcune cose tecniche e di sviluppo nel campo IT legato alla professione, perchè ritengono che possa essere utile loro a qualcosa.

Collaborerò con il portale che sfrutterà le mie “conoscenze” per individuare processi di ottimizzazione della produttività degli agenti, da un punto di vista che sta in mezzo tra la pratica on the road e il professionista IT.

In pratica un consulente esterno.

Forse riuscirò a migliorare alcuni aspetti e anche il lavoro di molti di noi, come ho sempre sognato di farlo, prima, riuscendo anche a vedere realizzato qualcosina.

O forse no.

Ah.

Non è casa.it, è l’altro.
Sì, quello con il quale non sono d’accordo moltissime volte.

Mi spiace di avervi deluso, lo so che mi avevate già pensato “arruolato”, molti non concepiscono la libertà di pensiero incosciente ponzianica, se uno parla bene di una cosa significa che ha degli interessi “dietro”, se ne parla male ha interessi con il concorrente… lo so, molti hanno la testa fatta così… li capisco… hanno ragione loro, badate bene… ma a me non riesce… e vedere che nonostante sia sempre critico, quelli che critico mi abbiano detto “ok parliamone”, mi piace troppo, io lavoro bene quando lo scopo è chiaro e quando fare squadra è più importante del fare “gregge”.

Lo so, eravate convinti che fosse casa.it, che vi avrei venduto qualcosa, ma mi piace sempre smentire, sono un dissidente nato.

… è che non sono capace di vendere, e non mi compri con il denaro purtroppo per me.

E pensate, che potrei lavorare anche per casa.it se me lo chiedesse e mi piacesse il progetto, e potrei tranquillamente camminare a testa alta tra coloro che si azzardassero a dirmi qualcosa 😉

Ma per adesso, devo deludervi, collaborerò con immobiliare.it su più progetti interessanti, sempre che mi sopportino più di un mese.
Su forza! Potrete dire che sono venduto a casa.it come finto pensatore libero un altra volta, ve lo prometto.

Datemi tempo e vi accontento anche in questo.

Però spiazzarvi sempre, che soddisfazione 😀

😉

Sono un po’ stanchino, mi metto a lavorare.

Questo post è a chiusura di un ciclo, è assolutamente personale, non contiene informazioni interessanti, solo una sorta di partenza, un giro di chiave che non chiude una porta, ma accende un motore, apre un portone… non leggerlo ti eviterà perdite di tempo, poi fai te…

Sono invecchiato, pure male.
Dimostro 30 anni più della mia età da quando avevo 30 anni.
A livello neurologico poi è un disastro, oramai ripeto le stesse cose da oltre due lustri, e sono praticamente incapace di pensare ad altro o rinnovare il pensiero, sono oramai lungo la via del declino, non servo più: avanti gli altri.
D’altronde “no fiaip, no party” direbbe qualche filosofo prestato al mondo immobiliare.
Continua a leggere