Il mediatore o sanzaro

in ponzianismo

Voci dal passato: Cosa fa un agente immobiliare?

Uno dei miei sfoghi quando perdevo tempo con i miei simili, su spazi virtuali 😀

…aaah quanto fiato sprecato per gente che non si merita che l’estinzione…

Bene
L’avete voluto voi, ma ora lo leggete tutto, cassi vostri.
L’Ai si alza la mattina e apre l’ufficio, controlla l’agenda degli appuntamenti che deve svolgere, e parte, se non li deve fare controlla la documentazione della casa che ha preso ieri, la inserisce nell’archivio e ne prepara gli annunci, dopo essere andato a visitarla, essersi fatto raccontare il più possibile dal proprietario, aver fatto le foto, aver raccolto le informazioni che servono.
Risponde alle chiamate di chi legge un annuncio o comunque ha un bisogno o una curiosità da soddisfare, parte per l’appuntamento, torna, chiama qual signore che ha saputo vende/affitta, ci parla, ascoltandone anche le ragioni (chi vende o affitta casa ha quasi sempre una storia da raccontarti)_ riparte per l’altro appuntamento, nel quale il cliente ha insistito per vederlo indicandolo precisamente, non gradendo di perder tempo (lui), ma appena visitato si lamenta vistosamente davanti alla proprietaria del fatto che l’appartamento è piccolo e brutto nonostante la scheda dicesse che era grande, l’agente gli fa notare che la scheda (che ha con se) dice trilocale con superficie di 70 mq, ma il cliente insiste di aver letto che c’era anche la soffitta e quindi pensava di ricavarci due camere… [] torna in ufficio, dopo aver fatto perdere tempo [il suo non conta].
Comincia a buttare giù la pubblicità per promuovere gli immobili e risponde alle chiamate dei clienti e fa appuntamenti, cerca case, ascolta esigenze, risponde ai forum sistemando le casate che scrivono i clienti che non sanno di cosa parlano e invece di chiedere affermano, aiuta un tipo che ha comprato da se, ma non sa come risolvere la sua situazione, chiama il tecnico di quella trattativa che ha in ponte per sollecitare la RTN in modo che si possa procedere al compromesso (ma lui è un tecnico, e ha tanto da fare, quindi il cliente lo scusa), riceve la telefonata dal Notaio di un altro affare che gli comunica che manca il pagamento di una Ipoteca per procedere ( e nel frattempo pensa “ma da quando mi stipendia?”), sistema un contratto di affitto che poi manderà al consulente di parte che scriverà una riga in più dicendo che senza il suo intervento sarebbe stato un contratto di merxa (con plauso del cliente) che l’Ai sa essere un mero intervento di facciata, ma va bene così, fa una ricerca tra le richieste che h a in portafoglio, le chiama scartando i maleducati e chi “ha trovato” nonostante la richiesta sia di oggi ( e intanto paga il telefono, e di tempo, e si dovrebbe sentire anche dispiaciuto di averli disturbati, secondo alcuni di loro, quelli da scartare intendo) proponendo a quelli seri gli immobili che ha, invitandoli a visionarli nel suo sito o inviandoli le schede o meglio invitandoli in ufficio per chiaccherare e valutare anche la potenzialità effettiva di acquisto (sì, perchè molti non sanno nemmeno quanto possono spendere o cosa succede se vendono o affittano in un certo modo e in certe condizioni) e fissandoci un eventuale appuntamento di visita, oltre a curare i clienti che ha già in carico con la stessa operazione.
Chiama i proprietari di immobili che il mercato “snobba” per qualsiasi motivo (ci sono anche immobili apparentemente a prezzo snobbati) per cercare di analizzare cosa non va, controllando il lavoro e gli esiti degli appuntamenti o proposte precedenti, decidono il da farsi: abbassiamo il prezzo, cambiamo l’annuncio, sistemiamo le foto, proviamo a venderlo diviso invece che tutti e due gli appartamenti assieme…

L’Ai fa questo per il 99% del suo tempo GRATIS riscuotendo solo per l’1% del suo tempo, e si sente dire “cavolo, mi hai portato a vederla e l’ho comprata subito, e ora vuoi tuti questi soldi?”

L’Ai prima è come il contadino.
Prende un terreno (il mercato) lo ara (crea i presupposti per farlo funzionare), lo coltiva con i semi che ha e cerca di far crescere le piantine annaffiandole di continuo con la sua opera.

Poi l’AI è come il fornaio.
Quando trova l’incastro (compratore/venditore), prende il grano (gli interessi contrapposti delle parti), lo impasta (li fa incontrare), lo fa lievitare (ci mette la sua opera mediatrice), lo cuoce (lo osserva lievitare con l’ausilio dei tecnici e tenendo le parti legate anche se ci sono problemi risolvibili intervenendo fino a metterlo in forno al momento giusto

o per ottenere un buon contratto per entrambi) e lo sforna pronto da mangiare.

IN quel momento arriva il notaio, che ha il SUPERMERCATO, dove i fornai portano il loro pane, ci piazza due etichette, il prezzo, gli ingredienti e sembra che il pane lo faccia quasi lui…
Come vedi ho tralasciato tutti gli adempimenti burocratici ecc., tutti i luoghi comuni (siamo professionisti, ti facciamo risparmiare, siamo meravigliosi) e ho tralasciato di dirti molte altre cose, perchè quelle, ritengo, le può desumere qualunque persona intelligente, civile e che ha un cervello pensante, per gli altri, ho mollato da tempo.

dici la tua

Commento

  1. Scusa, e quindi proprio dopo il tuo resoconto, dopo la lista delle attività lavorative che quotidianamente svolgi, ritieni ancora che la tua professione sia impegnativa, complessa, rischiosa e che i relativi compensi siano quindi commisurati ???
    Mi dispiace, ma credo proprio allora che tu non abbia la più pallida idea delle professioni e mestieri che fanno girare il motore di uno stato, dei milioni lavoratori che ogni giorno sudano il proprio salario portando un effettivo e diretto contributo al benessere della società.
    Premesso cheogni lavoro legalmente riconosciuto ha un suo valore e una sua dignità, anche il più umile, così come il posteggiatore, l’operatore ecologico, ecc.
    Il punto è il valore del lavoro svolto. Non ti sogneresti mai di dire che l’operatore ecologico fa un mestiere inutile. Se però dovessi pagari 10 000 euro di tassa per i rifiuti per pagare i loro stipendi, certamente ti ribelleresti e faresti il diavolo a quattro certo dell’ingiustizia subita.
    Perchè ? Perchè è evidente che in un caso simile ci sarebbe uno squilibrio tra l’effettivo valore del servizio reso da quel lavoratore e il costo a te imputato.
    Come valutare il giusto costo ? In questa sede può benissimo essere sufficiente del semplice buon senso. Riporto alcuni parametri e i relativi esempi “estremi”, per meglio comprenderli. Chiaro che si muove anche in casi di “mezzo”, sfumature di grigio tra tali esempi.
    Consideriamo :
    – 1. CAPACITA’ INTELLUTALI E COMPETENZE necessarie a svolgere la mansione, inteso sia come capacità innate sia come un percorso lungo e difficile di studi che hanno portato ad avere una certa competenza (e per il quale il soggetto ha dunque investito in tempo e denaro)
    *ESEMPIO : ricercatori di fisica, ingegneri informatici, biologi, ecc. Alcuni di questi lavori richiedono un’intelligenza e delle capacità fuori dal comune, lavorano in campi di una complessità tale che non sono neanche avvicinabili da persone financo intelligenti. Sono i “fuoriclasse”, quelli che portano all’avanzamento vero della scienza, della tecnologia nella società umana.
    Saprai che è una classe di lavoratori che mediamenteguadagna 800 euro al mese, con contratti di lavoro temporanei.
    – 2. RESPONSABILITA’ ASSUNTE. Ci sono mestieri che richiedono l’assunzione di responsabilità enormi, che richiedono la capcità di prendere decisioni cruciali in poco tempo. A parte la fonte immensa di stress che ciò costituisce, il tarlo costante che affligge la persona (soprattutto se la decisione presa dovesse rivelarsi poi errata), queste responsabilità possono anche comportare ripercussioni legali sul soggetto, anche a fronte di “semplice” errore ancorchè le intenzioni fossero oneste.
    *ESEMPIO : uno per tutti, il medico del pronto soccorso. E’ così lampante che non mi dilungo neanche. Queste persone possono dover essere costrette a spostarsi dalla propria città per esercitare e guadagnano 1500 euro al mese in media. Ovviamente appartengono anche alla precedente categoria, nonchè alla successiva.
    – 3. IMPEGNO (EFFORT) RICHIESTO. L’impegno include la fatica fisica e intellettuale, il lavoro in turnazione (i.e. orari anche notturni), la disponibilità a lavorare anche il sabato e la domenica, o nei giorni comunque festivi, il lavoro lontani da casa, ecc. C’è poi la “fatica” connessa alla ripetitività di un mestiere (es. data entry, call center, ecc), alla necessità di trasferte (anche estere) continue e prolungate (molto oneroso), ecc.
    *ESEMPIO: oltre al medico come precedentemente detto, citerei gli infermieri, le forze dell’ordine, gli addetti alla manutenzione di impianti (centrali elettriche, centri di elaborazione dati, ecc), i tassisti o comunque i conducenti di mezzi pubblici e privati, tutti i mestieri che richiedono trasferte continue e prolungate (es. consulenti, sales account manager, e così via), ecc.
    – 4. VALORE EFFETTIVAMENTE PRODOTTO. Andiamo direttamente all’esempio.
    *ESEMPIO : il personale di primo soccorso ti salva la vita (o comunque ripristina la tua salute), il carabiniere assicura l’ordine sociale, il controllore di volo garantisce l’incolumità dei viaggiatori, l’ingegnere edile costruisce l’infrastruttura necessaria per la produttività di una città, ecc.

    Adesso, è evidente che la professione dell’agente immobiliare, così ben descritta dal tuo “rapporto” di attività quotidiane sia ben lontana dal valore massimo di scala di ciascuno di questi prodotti.
    1. Non richiede particolari capacità intellettive ne competenze tecnico-professionali complesse, considerando la scala di valori (in cui ad esempio un neurologo o un ricercatore di fisica occupano lo scalino più alto)
    2. Non implica l’assunzione di responsabilità onerese e schiaccianti, e volendo essere più specifici non implica in realtà l’assunzione di alcuna responsabilità.
    3. L’impegno necessario è del tutto minimale. Non implica lavoro in orari notturni o in giorni festivi (cosa che persino l’attività commerciale nel campo della ristorazione o del tempo libero – ad esempio – richiede). Non implica attività di fatica fisica. Non implica sforzo intellettuale. Non implica attività ripetitive. Non implica trasferte continue e prolungate.
    4. Il valore prodotto è certamente basso, come qualsiasi attività di intermediazione, che quindi non produce un valore (prodotto o servizio che sia) diretto, ma ne è semplice veicolo. Su questo però non mi dilungo, perchè meriterebbe un discorso a parte, più articolato.

    Considerato tutto ciò, considerando che i profitti connessi sono superiori o quanto meno paritetici alle professioni su citate come esempi massimi per ciascuno dei parametri (profitti non provenienti da un’attività imprenditoriale, quindi non paragonabile ad una professione, che sono connessi invece ad altre considerazioni di rischio, tipiche dell’economia capitalistica), considerando dicevo ciò, a mio parere è evidente che i profitti derivanti da tale esercizio siano spropsitati e quindi speculativi.

  2. Premesso che l’italia è l’unico paese dove c’è chi contesta il guadagno altrui e si permette di giudicarne il lavoro senza saperne una pialla e premesso che con le parole, sapendo l’itagliano si può dire tutto e il suo contrario facendolo anche tornare, ti rispondo volentieri, anche se hai strumentamente esposto tesi e fatto confronti non solo strumentali, ma che non hanno fondatezza in realtà.

    A me piace occam, quelli che fanno tesi su tesi ma non guardano la realtà delle cose non mi convincono.

    Io ragiono partendo dal principio che se secondo me una cosa dovrebbe essere in un modo ma in effetti è in un altro e persiste ad essere in quel modo, pobabilmente sbaglio ragionamento. 😉

    Innanzitutto, la provvigione ha a che fare con gli importi che vengono fatti girare, se medio frutta prenderò una percentuale sulla frutta, se medio case prenderò una percentuale sulle case: Chiaro che la frutta la vendi di più e più spesso delle case. (qui c’è già mezza risposta, ma sarebbe troppo semplice e farei lo stesso errore che imputo a te).

    😉

    Parliamo del confronto con altre attività: il compenso.
    Il notaio stesso prende molto meno (ad affare) di un mediatore, non importa fare tanti sforzi, quindi una mente semplice potrebbe dire che un AI ingiustamente prende di più di un notaio.

    Non vedo però molti notai più poveri di un ai.

    Come mai?

    Dove sarà l’arcano mistero cha fa si che l’ai, pur guadagnando cifre astronomiche (secondo la tua teoria) non riesce ad eguagliare lo stipendio spesso nemmeno di un impiegato? (ci sono ai che guadagnano molto poco):
    non sarà che non vende casa tutti i giorni?

    Ora un’altra mente semplice potrebbe obiettare: “ma chissenefrega, io voglio pagare per il mio servizio, mica perchè non vende casa tutti i giorni! Quindi quando mi trova immobile/cliente io pago 100 euro e mi paiono pure troppi” :P.

    Purtroppo così non è dovunque, nel mondo, le provvigioni più basse sono dove l’ai fa il mandatario e prende introno al 1,2% (minimo) dell’affare (in tutto eh?).

    A parte il fatto che io sono straconvinto che in italia sarebbero comunque criticati, l’ai che prende queste provvigioni media oltre il 90% del mercato con una media annua di 70-80 NTN per agente.

    Quindi su una media di 200k un agente trilussiano di quelli li prende 75*2800=€210k lorde/anno

    In italia sono 4-8 (ci sono stime contrastanti) con ntn a 650k/anno.
    Quindi quando le ntn sono 650k, il nostro ai italico trilussiano (4% di 200k) prende 6*8000=48000
    Da queste 48000 togli il 30% di spese e le tasse che mettiamo gestendo bene i bilanci riesca a tenere al 30%
    quindi abbiamo 28800 da togliere a 48000 = 19.200 /13 (per dargli la tredicesima) = € 1.474
    NO ferie, no mutua, no un casso di nulla.

    Ma a te parrà ancora troppo, perchè l’ai alla fine non fa nulla di utile.

    Sbagliato.

    L’Ai eroga un servizio, ch eè, sopratutto, far incontrare la domanda con l’offerta.
    Se l’ai in tutto il mondo esiste e in tutto il mondo fa questo, FORSE, dico FORSE, una utilità c’è e FORSE, non c’è niente che possa sostituirlo.

    L’Ai fa anche un servizio sociale, la mediazione, una cosa che sta prendendo campo in molti ambiti, è lo strumento migliore nelle società umane ma è adatto solo a civiltà evolute (per questo in italia si fatica a comprenderla).

    Io che sono anche “abilitato” come conciliatore stragiudiziale posso dire che a mio parere prenderà campo anche qui la mediazione anche nel diritto. (siamo OT, ma è per rafforzareil concetto).

    Torniamo a bomba.

    GLi ai sono sostituibili?

    Non mi pare..

    Nemmeno internet non lo sostituisce affatto, ANZI, visti i tentativi falliti dei NOAGENZIE, FORSE, dico sempre forse, non dovrebbe essere la riprova che tale attività ha una sua utilità?

    Per non parlare degli USA, dove internet è da sempre veicolo degli annunci immobiliari, non mi pare che gli ai ne soffrano…

    Non torna allora il tuo ragionamento, che pur sembrava così corretto: come mai non si avvvera l’inevitabile declino delle AI che è la conseguenza naturale delle tue conclusioni?
    O si vuole sostenere che una attività, percepita come COSTOSA (e dalle menti semplici pure inutile) sopravviva per qualche arcano meccanismo?
    Dato che sei in grado di argomentare a modo, vorresti condividere con noi quale è il meccanismo che farebbe continuare le AI ad esistere, altrimenti?

    Questo lo aspetto con ansia 😉

    Il confronto con altri mestieri, perdonami, è penoso, quindi lo eviterei, per rispetto sia di coloro che li fanno sia degli ai, che è un lavoro molto faticoso e impegnativo se fatto bene, meno di alcuni mestieri e più di altri, con molte meno certezze (gli ai li paghi a risultato ottenuto).

    D’altronde, scusa ma mi viene spontaneo, ognuno di codesti mestieranti o grandi pensatori e dotti individui, con tutte le qualifiche che hanno, migliori senz’altro dell’individui di cui trattiamo in questi post, potrebbero benisismo mettersi a fare l’ai! 😉

    Se non succede forse, dico forse, non sarà che stai dipingendo un quadro a tinte rosa solo per poter avvalorare le tue tesi?

    Capisco che per questi magari fare l’ai sarebbe una vergogna (vuoi mettere?), ma tra tutti questi individui vessati dalla vita, con capacità migliori di qualsiasi ai, perchè non dovrebbero essercene qualcuno che magari preferisce l’Agenzia Immobiliare ai call center? Nemmeno uno di questi che si pieghi a fare un lavoro umile come l’Ai, che tra l’altro guadagna più di qualsiasi altro professionista del mondo, dico, nemmeno uno che ci prova (e riesce)?

    Sapessi quanti ne ho visti di laureati passare dalle agenzie e andare via a culo basso… ;)… forse non è così facile?

    Andiamo avanti:

    Non sevono nozioni per fare l’Ai… beh, fino al 2001 direi che hai ragione, ma guarda caso, fino al 2001 di critiche agli ai quasi non se ne sentiva.

    Di nozioni ne servono eccome, come per fare il dentista, ma questo non impedisce che ci siano ai che non hanno le competenze come dentisti che operano essendo odontotecnici o magari nemmeno quello. 😉
    E magari sono pure più bravi di qualche dentista 😀

    No ci sono responsabilità… ma se è una delle poche attività professionali con assicurazione obbligatoria… ma a parte questo, basta leggere molte sentenze, specie delle ultime, dove si trova che l’ai sarebbe responsabile non più di aver omesso di comunicare ciò che conosceva, ma anche di “ciò che avrebbe dovuto conoscere in relazione ai mezzi e alla truttura di cui dispone”, è responsabile in solido delle imposte delle parti (come i notai!), è organo di polizia per l’antiriciclaggio… ecc. ecc.

    Oltre ad esser responsabile nell’aiutare l epersone nell’acquisto più importante della loro vita… per favore…
    L’Ai non eroga un prodotto.

    Allora, ogni servizio è un prodotto, questa è teoria spicciola che tutti sanno.

    La mediazione è sicuramente veicolo, nella azione finale, ma è un esercizio dialettico.. “prodotto” lo è di sicuro e per produrla ci sono investimenti più o meno elevati a seconda delle strutture, quindi tutta l’argomentazione, ben costruita ma totalmente strumentale, decade.

    L’importo della provvigione è visto come caro?
    Secondo me sbagli i profitti con gli incassi.
    Bene, e quanto dovrebbe essere?
    Parliamo di numeri veri.

    Così continuiamo nel discorso. 😉

    PS.
    I mediatori fanno girare molta più ricchezza e molto più stato di quanto immagini… chiedilo alle banche.
    Chiunque con una media cultura “vera” capirebbe ceh produrre 100 case o 100 tonnellate di pomodori e non commercailizzarle significa chiudre le attività. Chiunque con un minimo di cultura capirebbe quanto servono e che razza di indotto muovono i mediatori in italia 😉
    E l’indotto significa che poi, i famosi professionisti di cui sopra, i veri motori” dello stato, possono lavorare.
    The boat is the same dude!

    PPS.
    Ma un pochina di vergogna a fare i conti in tasca agli altri e a giudicarne il lavoro, no eh? 🙂
    Potresti usare l’intelligenza per cose più utili, a mio parere.
    Prova a prendere esempio dagli ai: eroga un servizio che viene usato per scelta, fatti pagare a risultato, poi torna a discutere con me.

  3. Scusa, ma mi prende un po di tedio. A mio parere ognuno ha esposto la propria opinione, corroborata dai propri ragionamenti, quindi ognuno ha a disposizione gli strumenti per dedurne le proprie conclusioni.
    Vado quindi un po a spanne, giusto per darti alcune risposte a domande che poni (non per ribattere ai punti), che mi pare più che corretto.

    1. Dall’ultima : “ma un po di vergogna..” , ecc, ecc
    certo se parti da un resoconto delle attività che svolgi quotidianamente poi non ti lamentare se si scende nei dettagli ! Sei stato tu ad entrare nello specifico. Inoltre come vedi non ho riportato i conti di una categoria (e magari avresti potuto presumere che io ne appartenessi e imputarmi del livore per la mia condizione), ma di più e tante categorie. Quando si fa un discorso ad ampio spettro (non focalizzato sul “io guadagno X, tu Y”) in genere su diverse classi di lavoratori, a mio parere non ci dovrebbe essere alcuna vergogna. Sono dati, sono analisi del mondo del lavoro così com’è, anzi è un’analisi contestualizzata, realistica, quindi tanto più positiva, altrimenti si rimane sulla “fuffa” (d’altraparte chiedevi tu risposte precise con dati veri)

    Non scenderei poi nella “rissa” personale, con affermazioni quali “potresti utilizzare l’intelligenza per cose più utili”. Questa è una caduta di stile che evito di commentare, dandoti la possibilità di riprendere il discorso su toni più pacati e di semplice scambio di opinioni.

    2. Il fatto di “muovere” soldi nell’ambito immobiliare, non significa che chiunque abbia un qualunque ruolo in quel business, debba spillarne guadagni proporzionali al denaro che gira nell’ambiente ! Questa è SPECULAZIONE !!! Ogni guadagno dovrebbe essere commisurato al servizio reso (secondo i parametri che menzionavo).

    3. Di più : il mercato immobiliare c’era, era florido (al massimo dei livelli storici) e funzionava anche senza gli AI ! Adirittura funzionava con i SENSALI.

    4. Ripeto quanto dettoin altro post (copio/incollo) :
    Ciò vuol dire che “fai” pagare di più perché hai meno lavoro e ti devi quindi rifare ?? Che se avessi più lavoro potresti far pagare meno perché alla fine avresti comunque il rendimento fissato come obiettivo ?? QUESTO E’ VERAMENTE SCONCERTANTE !
    UN SERVIZIO DEVE ESSERE PAGATO PER L’EFFETTIVO VALORE CHE RENDE AL CLIENTE, PER L’IMPEGNO E LE COMPETENZE RICHIESTE !!!
    Anzi, nel libero mercato maggiore è la domanda e maggiore il costo del prodotto/servizio, così si raggiunge l’equilibrio del valore percepito dal mercato. 100 persone al mese acquistano il bene X a 1 euro (100 euro/mese di profitto). Dopo poco le vendite aumentano a 200 pezzi al mese (200 euro/mese di profitto). Aumento il costo a 2 euro e le vendite si mantengono costanti a 200 pezzi al mese (400 euro/mese di profitto). Aumento a 3 euro e le vendite subiscono una flessione a 100 pezzi al mese (300 euro/mese di profitto). Da ciò ricavo che il valore percepito per il prodotto è di 2 euro (quello che la maggior parte delle persone è disposto a pagare) ed è anche quello più redditizio per me : ebbene quello è il valore finale del prodotto. IL RAGIONAMENTO INVECE “MENO CLIENTI HO E PIU’ LI FACCIO PAGARE PER RAGGIUNGERE COMUNQUE I MIEI OBIETTIVI FINANZIARI” è tipico di una situazione di monopolio di un bene di prima necessità (es. telefonia, distribuzione acqua o energia, ecc).

    L’AI dovrebbe evolversi verso un aspetto consulenziale della propria professione. Nei casi su citati fornisce un vero e proprio servizio di consulenza. E’ a questo che dovrebbero dedicarsi, portando un reale valore. E in ogni caso, configurandosi in questi termini dovrebbe essere retribuito a prestazione, con un tariffario ben definito, non a percentuale. Se il lavoro produce il servizio di consulenza, il valore ad esso connesso deve essere valutato in base alla difficoltà del servizio richiesto, all’impegno che richiede, al valore (inteso come il servizio reso) che effettivamente apporta, non ha senso che sia legato in percentuale al costo dell’immobile.

    5. Il costo dovrebbe essere commisurato anche alle reali possibilità nel mercato : pagare provvigioni di 10 000 euro su un bilocale, non solo è sproporzionato al servizio (cioè il reale “LAVORO”, effort, ecc) svolto, ma è un vero salasso per una coppia che compra casa, per una famiglia, ecc

    6. Sui NOTAI ti do ragione, e infatti come vedrai non li ho citati. Sfondi una porta aperta. In ogni caso il ragionamento “se Tizio ruba, perchè non dovrei rubare anch’io” non mi sembra sostenibile.

    7. Ti ribadisco : se pensi che le competenze necessarie al ruolo, gli esami per il “patentino” (…), l’aggiornamento necessario, siano difficoltà e sforzi intellettuali MINIMAMENTE paragonabili a quelli necessari in altre professioni, davvero, dico DAVVERO, non hai idea del mondo intorno. Senza prendere ad esempio l’ingegnere nucleare (che sta tornando in voga…) o il neurochirugo, ci sono tantissime professioni, che richiedono ad esempio necessariamente (non per burocrazia, bensì per necessità oggettiva) la laurea, e che costituiscono ogni giorno una prova BEN più ardua.
    ATTENZIONE: ciò non vuole dire che chi è un’AI sia una persona ingorante o sutpida. Sarebbe una deduzione assurda e non corretta. E’ chiaro che anche Einstein, per i casi della vita che sono molteplici e direi infiniti, avrebbe potuto decidere in un mondo parallelo di fare questo mestiere ! 🙂
    Dico soltanto, che quanto strettamente richiesto dalla professione in se (e quindi dall’attività quotidiana) non è lontanamente paragonabile. Se non lo comprendi, vuol dire che sei molto chiuso nel tuo mondo e non hai esperienza di altre realtà. Tutto qui.

    8. Finisco con l’ultima, eccezionale, argomentazione. La massima parte delle tue argomentazioni ruota attorno ad un ragionamento fallace “se però la realtà è questa, vuol dire che va bene così”.
    In pratica la teoria di Leibniz del migliore dei mondi possibili.
    A parte che ciò non ha nulla a che fare con Occam (non capisco cosa c’entri, a meno che tu non voglia dire che la precedente sia la più semplice spiegazione).
    Semplicemente, questa che potrei definire anche una visione calvinista della vita, è sbagliata per un semplice motivo : la realtà in essere non è quella migliore o la più giusta.
    La visione che il mercato sia democratico, nel senso che sul mercato c’è solo il giusto, è un presupposto che regge tutta la tua argomentazione.
    Dato che è un presupposto errato (vuoi non ammettere tale evidenza ??), cade tutto il resto dell’argomentazione. Mi domando però : di fronte ad argomentazioni logiche, singolarmente autoconsistenti e coerenti, non ti pareva già un po fragile una serie di argomentazioni fondate tutte su una stessa ipotesi ?

    In bocca al lupo per tutto.

    • Su occam , c’hai azzeccato 😀
      Il mercato NON è mai giusto, ne etico. La concorrenza perfetta non esiste infatti. Nella fattispecie esiste mercati di concorrenza monopolistica, spesso ristretta, quando non oligopoli.

      Non affermo che se è così va bene così come è, affermo che se fosse come dici non sarebbe così. 😉

      Per le competenze è verissimo, ma vuoi mettere per esempio un imbianchino o un idraulico o un elettricista o un impiegato statale di medio livello o un Politico?
      Tutti guadagnano di più del tuo ricercatore (in apparenza almeno).

      😉

      Crepi e ricambio.

Webmention

  • Mi bagno perchè piove o piove perchè mi bagno? L’Ai è un parassita? | Intermediando 20 Marzo 2011

    […] 5) Cosa farebbe un agente immobiliare? Nulla, non è responsabile, non fa controlli non fa nulla e prende i soldi.. – Anche a questo ho già risposto, si veda questo articolo. […]