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Sviluppare davvero un portale per agenzie immobiliari: cosa non fare 2

Rieccoci all’appuntamento sulla questione portale/piattaforma per la gestione e la promozione e condivisione delle informazioni che la categoria degli agenti immobiliari gestisce e che rappresenta una buona parte del suo patrimonio, sicuramente la parte più in vista alla nostra clientela, cioè la parte che vede nelle nostre vetrine, il nostro primo “prodotto percepito”, quello che vedono come prima utilità nelle agenzie: le agenzie “hanno le case”.

Oggi parleremo di interfacce grafiche per l’utenza, user interface (UI in breve) e della loro usabilità e comprensibilità.

Il buon risultato spesso costa meno risorse del pessimo risultato

Il buon risultato spesso costa meno risorse del pessimo risultato


In un portale per l’utenza, le fisime di un agente immobiliare non dovrebbero entrarci nemmeno per perdere del tempo, dovrebbero esser prese in considerazione solo per scrivere un elenco di cose da NON FARE nella realizzazione delle UI.

Perfino la scelta dei colori, dei font, della posizione dei contenuti, della forma dei tasti, dei form, della procedura di iscrizione al sito o alla newsletter dovrebbe esser fatta fare a un esperto di usabilità.

Dove l’agente immobiliare può intervenire?

Nella conoscenza che ha del suo mestiere e quindi nell’esporre certe cose che lo riguardano ma questo non lo può fare chiunque, lo può fare solo un agente immobiliare che ha una cultura forte sulle tematiche del mestiere applicate al mondo web.

Un esempio?

Usare interfacce perchè ci piacciono senza considerare i tempi di immissione, di caricamento, l’affollamento di informazioni, la comodità è il classico errore dell’agente immobiliare che si improvvisa esperto… se lo fa sul proprio sito, poco male, se lo metti a capo di un progetto nazionale e ci spendi pure, sei un incapace, come minimo.

Un altro esempio?

Se tutti i portali usano da sempre, per indicare una casa nel concetto atavico (quello che disegnavamo da piccoli), il termine “terratetto” o “terracielo” non puoi usare “casa indipendente” o “porzione di casa” perchè crei un disorientamento sia agli operatori che ai clienti… non sapranno mai cosa sia l’uno e cosa sia l’altro: la casa indipendente è quella libera 4 lati o il terratetto? La porzione di casa è un pezzo di casa o un pezzo di un fabbricato? E se anche avessi indovinato… dove cavolo è il terratetto?

Un altro esempio?

Inutile fare una ricerca su mappa che oltre a esser pesante non porta alcun vantaggio a livello seo in quanto invisibile (ora qualcosina google legge dai js) e che oltretutto costringe l’utente a fare la gimkana e attendere caricamenti infiniti per avere risultati quando tutti si sono orientati sulla ricerca full-text assistita per il primo approccio…

Altro esempio?

Mettere una foto gigante incorniciata che copre tutto il settore “above the fold” e mettere i dettagli nascosti da un ‘+’ che è invisibile è non da incapaci, ma quasi da sabotatori… anche se te lo fa una ditta di “usabilità” se non hai le capacità di cui parlavo sopra, cioè anche saper riconoscere la qualità del fornitore, fai comunque degli arrosti…

In conclusione di questa puntata quindi riassumendo i principii :

1) Se vuoi dettare uno standard, assicurati di potertelo permettere

2) Se vuoi fare un portale usabile, fallo fare a professionisti

3) Se vuoi dettare delle regole, assicurati di conoscere l’ambito che vai a regolare

4) Se vuoi fare un portale per agenti, mettici qualcuno che se ne intende a dirigere il progetto.

Alla prossima.

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