in Insidie di internet, ponzianismo

Gli Agenti Immobiliari dovrebbero fare altro.

Non so se avete notato, ma in Italia e credo solo qua, gli agenti immobiliari sono molto presi in considerazione da persone che non fanno il loro mestiere, e da queste vengono continuamente redarguiti su come devono lavorare, su cosa dovrebbero o non dovrebbero fare, pensare et-cetera-et-cetera.

Si va dal mero giornalista all’esperto di marketing, passando per l’edicolante, il macellaio, l’impiegato: tutti sanno ciò che dovrebbero fare gli agenti, sanno dove sbagliano e conoscono le soluzioni.

Le loro convinzioni si basano sul “sentito dire”, in pratica vanno nei forum di qualsiasi genere e assorbono le varie teorie e spunti e notizie, fino a elaborare una loro teoria o convinzione sulla quale basano i loro giudizi e le loro osservazioni.

C’è quella di chi vende qualche servizio, sia agli agenti stessi che al pubblico, quella di qualcuno interessato al mondo immobiliare, qualle di qualche professione dello stesso “settore”…

Quali sono le fonti, qual’è la ragione di questo movimento nato spontaneamente per creare “l’agente immobiliare migliore”?

Sempre noi: gli agenti immobiliari stessi.

L’agente immobiliare, in italia, è l’unica categoria che parla di sé in modo aperto da anni, in rete, inoltre la sua eterogeneità permette anche “generalizzazioni al ribasso”, tra l’altro motivate dalla effettiva mancanza di “qualità media riconoscibile”.

In italia non esiste una categoria di agenti immobiliari, in compenso abbiamo almeno 3 associazioni maggiori e una costellazione di piccole e nascenti.

Ma non è la mancanza di identità “politica” la causa scatenante di questo proliferare di profeti e di guru non richiesti, ma quella concreta, reale pratica: la nostra categoria è inefficiente.

L’agente immobiliare gestisce informazioni, signori, nello svolgere del suo mestiere, le gestisce, le computa, le promuove, le controlla, le diffonde.

Chiaramente un sistema organizzato di agenti è in grado di fare quanto sopra con notevole efficienza, ma per farlo necessita di regole condivise, principii comuni, modelli operativi chiari.

Altrove gli agenti sono partiti condividendo una base sulla quale hanno costruito la categoria, pur rimanendo concorrenti (spietati persino) l’uno con l’altro, hanno sempre avuto chiaro dove rimanere uniti, cioè su ciò che è conveniente gestire insieme (le loro informazioni), arrivando a costruire un modello operativo efficiente che il mercato riconosce in modo spontaneo, in italia gli agenti al massimo si aspettano una legge che li renda obbligatori (non scherzo, più di uno lo sostiene).

Io che sono un sostenitore della mediazione tipica non posso negare quanto questa sia praticamente morta sotto i colpi della atipica e delle condizioni capestro legate a sistemi di lavoro inefficienti che han portato le persone a non sapere più se rivolgersi o meno a una agenzia per il rischio di trovarsi impelagati in qualche causa. Io stesso ho spiegato a molti clienti i rischi di andare a visionare le case con più agenzie, o di dare l’esclusiva a agenzie che lavorano da sole… in un mercato che si plafona, l’assunto “tutto si vende quindi basta l’incarico” che ha diffuso la corsa all’esclusiva non regge, serve sinergia tra agenti, difficile da creare in una categoria partita con il concetto dell’individualismo infilato in capo e anche altrove.

Quindi?

Quindi l’unica via di salvezza per gli agenti è costruire ORA quel che non hanno fatto all’inizio, non tutti gli agenti lo faranno, a resistenza sarà durissima a nostro stesso svantaggio.

Costruire una piattaforma degli agenti che gestisca le loro informazioni e le diffonda, che gli permetta di computarle, che gli dia la possibilità di avviare il processo di presa di coscienza della categoria e di cominciare a creare reti di collaborazioni che via via si riuniranno in reti più grandi, il tutto contando su una rete centrale (sempre la piattaforma) che permetta di mantenere il controllo sulle informazioni stesse senza darle in ostaggio (e vantaggio) a società terze di QUALSIASI tipo (specialmente quelle create da agenti)… e diventare mandatari.

Quando saremo categoria, nessuno si permetterà di insegnarci nulla, non ne avrà motivo.

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