in ponzianismo

E le tessere stanno a calare.

Nel segreto tempio della loggia “tessere calanti e occasioni perdute” le voci si susseguivano frenetiche e l’eccitazione era palpabile:

“... non partiranno prima di 18 mesi!” – gridava alla folla adorante il Gran Meaestro Linée – “noi abbiamo la melassa libera e la daremo a chili, e le tavole resteranno a noi, non le cederemo ad altri!

Mentre gli occhi dei confratelli si accendevano di una luce che si sarebbe detta oramai perduta, il Gran Maestro continuò, con il bene placito dell’Esperto Terribile: – “vogliono prendere tutte le nostre Tavole fornendo la Melassa al posto nostro, quei maledetti della Loggia ‘Aggregata’! Ma noi resisteremo e ci faremo la Melassa da soli, le tavole sono NOSTRE!

I Sorveglianti delle provincie esterne, estasiati da quella ennesima speranza che il GM Linée gli regalava, non osarono opporre dubbio alcuno all’Oriente, erano, come al solito perduti nel suono forte e ipnotico della voce del loro leader carismatico, che dall’Ara li irretiva e li affascinava: finivano tutti per uscire dai lavori estatici, come dopo una seduta spiritica di Mikael Caronte.

Un confratello però, il meno ubbidiente nel consesso chiese la parola e appena il primo sorvegliante gli confermò la facoltà di parlare chiese sommessamente:

…ma la Melassa sarà gratis o la pagheremo? E le tavole fin’ora, non le abbiamo in fondo cedute alla Loggia ‘Piatto Sovrano’ ? Oramai non abbiamo più la nostra fabbrica di Melassa,  l’abbiamo dismessa a favore della Loggia ‘Piatta Sovrano’! Quindi perchè non aderire alla impalcatura delle altre Logge invece di continuare a Pagare la Melassa dal solito fornitore che è più caro e con un solo tipo di Melassa?“.

Il G.•.M.•. fece un solo cenno e il confratello fu accompagnato immediatamente nella sala dei passi perduti dal Copritore, sotto lo sguardo sdegnato dei confratelli scioccati dal comportamento ai loro occhi assurdo, del “delatore”, gridando terribili avvertimenti:

“Chi non fa non sbaglia!”
“Taci Marrano! La tua è la voce del risentimento!”
“E pensare che ti abbiam voluto bene omino di Pistorium!”

Le voci accompagnarono lo sciagurato fino all’uscita dal tempio e solo quando il Copritore richiuse a chiave il portone che dava sulla Sala dei passi perduti la calma finalmente tornò a regnare, rotta solo da un corale:

“tutto è giusto e perfetto adesso!”

Il Gran Mestro Linée quindi presentò le impalcature del progetto dove si evinceva che la Melassa la forniva la Loggia Coperta “Servo Vostro” (loggia che a breve verrà smantellata dal GM stesso), vendendola a chili, se però la assaggi e basta  anche con la punta del dito paghi un chilo e le tavole sono sua… pochi si accorsero che anche nel contratto che il GM stava firmando v’era in ogni dove scritto “Loggia Piatta Sovrano”, e nessuno osò notarlo: nemmeno all’Oriente, dove l’Oratore, il Segretario e due dei Sorveglianti che erano da tempo a tramare nell”ombra contro il Gran Maestro Linée, pose l’accento sulla cosa, la loro vigliaccheria prese di nuovo il sopravvento, abtuati come erano a rimanere inerti sperando che arie nuove cambiassero l’atmosfera del Tempio.

A distanza di giorni, a nessuno della Loggia “tessere calanti e occasioni perdute” tornarono più in mente le parole del confratello poco prima bandito dal tempio, nessuno riflettè sul perchè dovrebbero pagare la Melassa a chili alla stessa Loggia che aveva da sempre l’aveva venduta loro, a caro prezzo, tenendosi oltretutto le loro tavole ben strette quando c’era la possibilità di averla gratis, e gestire le proprie tavole condividendole con qualsiasi Loggia volessero….

Nel frattempo, alla loggia “Mercante” sotto la guida del Gran Maestro Ridente, stavano sottoscrivendo un accordo per la Melassa della Loggia “Aggregata”, accordo che permetteva di poterne godere anche senza il controllo di nessuno, e che era fornita gratuitamente ai confratelli tutti, con la possibilità di condividere le tavole anche con altre Logge, anche attraverso le Gilde dei “gestori di tavole” e facendo si che esse non uscissero mai nel mondo profano.

Alla Loggia “tessere calanti e occasioni perdute” non restò che comprare le proprie tessere, nonostante già mancassero, secondo il Tesoriere, almeno 500 monete d’oro dal tronco della vedova.

(il racconto sopra è prodotto di fantasia e non ha alcun riscontro nella realtà, con cose, persone, fatti, avvenimenti del presente, del passato e perchè no, anche del futuro).

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