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Mediatore estinto e mandatario occulto.

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Per anni o lottato contro molti mulini, senza nemmeno cavalcare ronzini ne ante ne post, ma quello che ricordo con più affetto dal mio ospizio ed eremo è la mia battaglia (solitaria come sempre, noi folli siam soli per fortuna del mondo) del Mediatore tipico contro il miscuglio tra tipica e atipica, che ha generato mentalità e conseguenze distorte e distorsive dei rapporti con i clienti, col mercato, con il diritto e con l’universo intero.

Per anni infatti ho cercato di capire come si potesse avere una interpretazione del lavoro del mediatore che hanno molti colleghi da Atipica, e sostenere di lavorare anche per l’acquirente.

Mediatore? Ora tutti vogliono esser consulenti!

Chiaramente io non lavoro affatto come andrò a descrivere, infatti non sono un professionista, sono un SENSALE, un mediatore “tipico”, ove “tipico” è una parola brutta brutta, se volete sapere come lavoro andate qua che è scritto da anni come lavoro, in chiaro su ogni sito che abbia mai avuto o gestito:

Il mediatore o sanzaro

Per gentile concessione di http://www.vesuviolive.it/

Ma la domanda di quella battaglia (persa come le altre, sono un perdente in un mondo di calabroni che volano, piantine che rompono l’asfalto, arrampicatori sordi che ce la fanno ecc…) mi rimane e la vorrei condividere con voi,  spiegatemi per favore come si può:

1) farsi incaricare da un proprietario a raccogliere una o più proposte irrevocabili a un minimo di 100, dove 100 è il prezzo minimo prefissato raggiunto il quale che si concluda o meno l’affare il “mediatore” riscuote dal proprietario stesso almeno una penale, ove questi rifiuti.
Attenzione: ciò ha perfettamente senso! Il proprietario chiede una PRESTAZIONE al suo incaricato, e si impegna a sua volta in modo che, una volta raggiunta, l’incaricato abbia il giusto compenso.

2) farsi incaricare a raccogliere tutte le proposte possibili che arrivano nel migliore dei casi, o che l’incaricato riesce a raccogliere nel peggiore, procrastinando a lungo la scadenza delle proposte degli acquirenti potenziali per far si di risvegliare anche interessi di altri meno decisi: in pratica il proponente acquirente dovrà fare i conti con il fatto che anche se si fosse presentato a fare la proposta tutto da solo, durante la durata della stessa, inter-rengo nel quale egli tapino NON può ritirarsi, altri proponenti possano insidiarsi e fare anch’essi proposta (sempre irrevocabile, ci mancherebbe). Chiaramente, come atto bonario, gli incaricati dal venditore avvertiranno delle nuove offerte e se queste fossero migliorative rispetto all’offerta fatta precedentemente dal primo proponente, daranno la possibilità a quest’ultimo di adeguarsi e chiudere alla somma rilanciata, cioè la più alta offerta dai vari ALTRI proponenti. (ma non è un asta, non ci sono rilanci 😉 è un “incanto con opzione acquisto riservato al primo proponente al prezzo fissato dagli altri partecipanti“). 😀

3) in forza di quanto fatto ai punti 1 e 2, pretendere soldi dal proponente per averlo “tutelato” oppure, a volte, addirittura far pagare l’acquirente in forma esclusiva (sempre esclusiva, siamo professionisti!), cioè paga solo lui, l’acquirente, che non ha incaricato nessuno, non ha fissato accordi con nessuno ma ne subisce gli effetti, fin da ultimo….

d’altronde, se ci pensate, in fondo, comunque la metti, paga sempre l’acquirente!

Ecco, spiegatemi come si fa a fare questi 3 punti sopra descritti e definirsi “Mediatore”…. ah già, adesso sono consulenti.
Per cosa invocano l’applicazione del codice civile riservato alla mediazione tipica?

una meteora ci seppellirà, presto.

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